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venerdì 4 marzo 2011

Riposate in pace

L'ultima che mi è capitata è veramente comica, grottescamente comica.
Non so se vi è mai successo di recarvi, sicuramente per motivi poco piacevoli, presso l'ufficio del comune di Palermo preposto ai Servizi Cimiteriali della città ed allocato in via Lincoln nell'ex Palazzo Barone.
Di per sé l'approccio ai locali è quanto meno indicativo di come (non) siano gestiti i servizi pubblici in città. Appena messo piede nei locali della soi-disante reception trovi tre, quattro, cinque (o più) persone (l'accoglienza) che sono incaricati di indirizzarti presso l'ufficio più idoneo a risolvere il tuo caso. Sarebbero incaricati, si dovrebbe dire poiché alla domanda "Scusi dove devo andare per..?" loro ti rispondono con sicurezza: "Dovrebbe essere al secondo o al terzo piano; lei vada al terzo e chieda, casomai, a scendere tutti i santi aiutano!"
Seguo il suo consiglio e vado al terzo piano dove vengo stoppato da un semienergumeno il quale mi apostrofa: "Desidera". Ricomincio con la tiritera precedentemente licitata a piano terra ma quello non mi lascia concludere dicendo "No, non è qua. Vada al piano di sotto". Insisto: "Veramente non avevo finito di parlare". Replica scocciato. "Non è qua, le dico. Vada al piano di sotto". Mestamente guadagno le scale e scendo di un piano dove trovo un omologo dell'energumeno di sopra il quale mi arresta col solito marchio di fabbrica (fanno ore e ore di corsi di formazione per questo): "Desidera?". Reitero la mia pappina che, more solito, il de cuius non mi lascia finire: "Chi l'ha mandata?". Mi ripeto: "Mi hanno detto al terzo piano che devo venire qui". Pausa di riflessione. "Ma è sicuro?" continua il tipo? Resto alquanto interdetto: "Mah veramente!". Non mi lascia concludere. "Vada in fondo al corridoio e veda lei". Abbandonato a me stesso vago nei meandri degli uffici dove anime in pena mi incrociano con sguardi smarriti. Impiegati? Visitatori? Camerieri di bar? Non lo saprò mai.
In fondo al corridoio vedo due persone che sostano davanti ad una porta. Propongo l'ennesima richiesta che oramai ho quasi memorizzato come fosse l'unica battuta di una recita da oratorio.
Questa volta l'addetto sembra meno scortese del solito. Mi ascolta per "intiero" (direbbe la buon anima di Mike Bongiorno) poi mi dice: "Venga con me" e mi accompagna da un impiegato posto dietro uno sportello e gli spiega il fatto. Premetto che nell'ufficio siamo solo io, lui e l'usciere. Nessuno visitatore per un raggio di 100 leghe. L'impiegato fulmina con lo sguardo l'usciere poi alza gli occhi in direzione dell'orologio che segna ore 11 e45. L'ufficio chiude al pubblico alle ore 12 e 30. "All'ora di chiusura t'arricampi", dice scocciato all'usciere.
Alle ore 12 e 15 dopo mezz'ora di spiegazioni dettagliate l'impiegato riesce a capire di cosa si tratta, quindi mi dice: "La cosa è piuttosto lunga. Deve riempire questo modulo .". "Tutto qui?" faccio io. "Si, solo questo modulo, con alcuni dati, giusto per avere alcune informazioni." Un po' interdetto gli faccio."Ma lei mi ha detto che ci vuole molto tempo". "Per compilare il modulo ci vuole solo qualche minuto. E' l'iter burocratico che è molto lungo". Poi avvicinandosi a me, quasi a rivelarmi un segreto: "Sa, qui ai Servizi Cimiteriali ci sono molti tempi morti!"
E poi dicono che gli impiegati non hanno il senso dell'umorismo

domenica 4 aprile 2010

Foxy John

Ascoltate bene questo breve filmato tratto da una delle tante puntate di Ballando con le Stelle.



La persona che legge i voti con quella inflessione americana si chiama Foxy John.
Ora, di fronte a queste performance mi pongo due domande:
1. Quanto guadagnerà questo signore per fare 4 o 5 interventi in 2 ore di spettacolo? 1000, 2000 euro? E' una cifra fissa o varia in funzione della lunghezza del numero?
2. Non si poteva trovare, nel variegato mondo dello spettacolo,un giovane nostrale, magari con una inflessione dialettale piuttosto marcata, che si occupasse della bisogna? Con tutti i disoccupati che ci sono in giro? Magari un cassintegrato di Termini Imerese o della Apcoa!
Ho visto recentemente lo stesso tipo di programma nella TV inglese. Ebbene là non ho trovato nessuno che scandisse i punteggi delle votazioni in smaccato accento palermitano: Rrobbin uigliams: triiii; Babbara Ssstreisanda: ruiiii; Gionni deppi: cincuuuu.
Lo sapete come si chiama questo: provincialismo.

sabato 26 dicembre 2009

L'esatta percezione

Quando?: il primo giorno utile di apertura dopo Natale
Dove?: l'ambulatorio medico del mio amico GL
Chi?: il mio amico GL e uno dei suoi più "affezionati" pazienti (età 75 anni)

Cosa?: visita medica

Perchè?: stato di sofferenza del "paziente"

Si riporta, adattandolo, dialogo tra medico (M) e paziente (P)

P: Dutturi avi ru iorna ca mi sientu mali.
D: Che si sente? Che sintomi ha?

P: Chi sacciu Duttù. Ruoppo a iurnata i Natali accuminciai a vomitari; praticamente mi lanzavi puri i vuriedda. Poi accuminzò u scisùni. Du iorna attaccatu a tazza ru ciesso. Ma u sacciu ìu picchì m'intisi mali!

D: Mi dica che cosa ha mangiato per Natale.

P: Ma chi manciavi! Lei u sapi dutturi ca iu sugnu viecchiu e manciu sempre liggeru! Lei mu rissi!

D: Proprio per questo glielo chiedo. E allora che cosa ha mangiato?

P: Tutti cosi genuine dutturi. Ciù rissi a me mugghieri di priparari cose semplici e idda, mischina, m'arrispittò. Ma u sacciu ìu picchì m'intisi mali!
D: Ho capito, ma che cosa ha mangiato? Me lo vuole dire?

P: E chi manciavi.... p'accuminzari mi manciai n'anticchia di mussu,
quarumi, carcagnuolo, frittula, centupieddi, trippa, na mienza vastiedda ri pani ca meusa maritata (ndr: la mezza vastedda corrisponde a circa 250 gr di pane condito oltre che con milza saltata in padella con la "saimi" cioè lo strutto, anche "maritata" con ricotta fresca e caciocavallo grattugiato), poi quattro (leggasi 24) panielle, cazzilli e rascature. Ma u sacciu ìu picchì m'intisi mali!
D: Ma sta parlando del pranzo di Natale o della vigilia?
P: Ra nuttata duttù. Eramo tutti a me casa
e c'erano puri i picciriddi.
D: E anche loro hanno mangiato le stesse cose?
P: Chi vuoli babbiari dutturi. E chi siemo scimuniti? Ai picciriddi un ci ficimu mancu tastari a trippa, chi è truoppo addugghiusa.

D: Mah! Comunque. Ha mangiato altro?
P: N'anticchia i pasta u furnu
(leggasi mezza teglia di anelleti conditi con tritato, "salama", uova, piselli, estratto, caciocavallo), ru fila i pasta chi sairdi, ru fiette di bruciuluni (falso, ma proprio falso-magro imbottito con gli stessi ingredienti della pasta al forno), un carduni ca pastiedda, 4 vruoccoli ca pastiedda, ru cacuocciola ca pastedda, a pastiedda ca pastiedda, n'anticchia di capuni frittu ca cipudduzza, un piatticieddo r'insalata ca fa addiggiriri cu l'aringa, tri cadduozzi ri sasizza......
D: Complimenti!
P:.........un pezzu ri grattò chi fici me figghia, tri arancine ca cairni, na fietta ri cassata siciliana, un cannuolo ra Chiana, ru cucciddati e poi una fettina sottile sottile di panettone al cioccolato, ma troprio un'anticchia! Ma u sacciu iu picchi m'intisi mali!
D: E per fare calare tutta sta roba che cosa ci ha bevuto sopra!

P: E proprio cà vuogghio veniri dutturi. U sacciu ìu picchì m'intisi mali! Avi a sapiri ca me ienneru, chiddu ca nisciu l'avutru misi ri l'Ucciarduni, arricampò un bidoncino di 20 litri di v
ino di Partinico. U paò na miseria, 5 euro dutturi. Mancu pi fallo! Minni puotti calari, chi dicu, 2, 3 bicchieri (leggasi 23 bicchieri). Poi a finuta ra manciata mi vinni in tiesta ri fari na minchiata e m'arruvinavi chi me manu!
D: E che ha fatto di così grave!

P: Dutturi chi sapìa iu! Mi vippi menzu bicchieri ri acqua minerali ca mi fici svummicari un acitu ma un acitu.... Mi fici velienu! Fu l'acqua dutturi, l'acqua. Avia manciatu accussì leggeru!

domenica 20 dicembre 2009

Elogio del cannolo

La badante della mia mamma si chiama A. ed è del Ghana che dista alcune migliaia di chilometri dall'Italia.
A dire della mia mammina la nostra si ciba di schifezze immonde che sono naturalmente la causa principale dei suoi mal di stomaco. Tuttavia il sabato quando viene spedita in pasticceria per acquistare le pasterelle che la domenica mangeremo insieme a pranzo, ebbene la poco civilizzata acquista per sè un bellissimo cannolo con ricotta che concuma "ipso facto" con grande scialo e goduria.
Personalmente ho offerto cannoli a colleghi provenienti da varie parti d'Europa e tutti hanno apprezzato senza mai storcere il naso quando ho spiegato loro che la crema che hanno appena mangiato è fatta con latte di pecora.
So per certo che il buon Oscar Wilde durante la sua vita non ha mai gustato un cannolo altrimenti avrebbe avuto due boni motivi per modificare la sua sentenza in:
- "So resistere a tutto tranne al cannolo".Il cannolo è ecumenico, abbatte le frontiere spaziali, rende tutti uguali frantumando le differenze sociali e culturali.
Propongo quindi di mettere il cannolo al centro del protocollo ufficiale di tutte le riunioni politiche mondiali, soprattutto di quelle che presentino un alto tasso di problematicità.
Se si fosse messa una cinquantina di cannoli sul tavolo del summit mondiale sul clima l'inquinamento sarebbe stato immediatamente debellato. Se al posto del Duomo di Milano si fosse lanciato un cannolo contro il premier quest'ultimo non solo non si sarebbe fatto nulla ma avrebbe abbracciato il suo assalitore e fatto un accordo con l'opposizione rinunciando immediatamente al "Lodo " Alfano". Riunite palestinesi e israeliani attorno ad una "guantiera" di cannoli e Gerusalemme sarà proclamata subito la capitale comune.
La giustizia trionferà sempre grazie ai cannoli. Pensandoci bene è stato proprio un vassoio di cannoli ad incastrare il nostro ex Governatore della Sicilia costringendolo alle dimissioni !!

giovedì 3 dicembre 2009

PP

"Scappa, scappa" mi suggerisce un collega a voce bassa mentre mi supera di corsa. Un altro invece mi fa "Ancora qui stai? Che aspetti?".
Sono interdetto. Giungo all'uscita mentre a destra e a manca i colleghi mi doppiano come presi da fretta improvvisa e gli usceri mi guardano con uno strano sorrisetto sulle labbra. Ma che cavolo hanno tutti quanti?
Mi sento chiamare e prima ancora di essermi girato del tutto: "Visto che...". Troppo tardi! Ho capito ma oramai è troppo tardi. Quando qualcuno ti chiama e inizia la frase con "Visto che, siccome, poichè, giacchè, dato che, considerato che", sta usando, secondo la grammatica italiana, una congiunzione subordinativa che introduce una proposizione causale ma in realtà sta introducendo una cosa diversa da una proposizione e ti sta causando quindi un leggero slabbramento dello sfintere anale.
Sono sicuro che il personaggio di cui vi sto per parlare è conosciuto ovunque perchè laddove c'è un gruppo di persone che lavora insieme, là opera il "passagista professionista".
Definizione: chiamasi passagista professionista il o la collega che sprovvisto da sempre di mezzo privato di trasporto e quindi anche di patente chiede regolarmente il passaggio per recarsi al lavoro e/o per tornare a casa, evitando deliberatamente l'uso dei mezzi pubblici.
Il passagista professionista (che da ora in poi per brevità chiamerò PP) è un personaggio che potrei definire senza alcuna smentita, meticoloso, preciso, subdolo, implacabile, soverchiante, ineluttabile, perverso, ingrato e assolutamente insensibile.
Al secondo giorno di lavoro, dopo le vacanze estive, il PP conosce l'orario di tutti i colleghi che ha appuntato in un taccuino che porta sempre con sè ma di cui non avrebbe bisogno in quanto lo conosce già a memoria. Quindi ti affronta deciso non chiedendoti "Mi daresti un passaggio?" ma imponendoti un "Dato che stai tornando a casa dammi uno strappo". Ti conosce bene, sai che hai un carattere accondiscendente, che ti viene duro dire di no quindi va sul sicuro.
Nel corso degli anni precedenti, inoltre il PP ha raccolto tutte le notizie che gli interessano su tutti quanto i suoi colleghi e cioè:

- indirizzi di casa (anche residenze estive)
- percorso stradale feriale principale e secondario
- composizione del nucleo familiare e eventuale localizzazione del luogo di lavoro e/o di studio di ogni membro della famiglia
- localizzazione delle principali attività commerciali frequentate dalle vittime, compreso medico di base e dentista
- usi e costumi familiari, perversioni sessuali e altro
- ogni quant'altra informazione può essergli utile al suo scopo.
Ma come fa il PP ad avere questi dati? Si rivolge a Tom Ponzi? Mette delle microspie? Corrompe cameriere, badanti? Niente di tutto questo. Siete stati proprio voi a dargliele quelle informazioni. Quella volta che vi si è avvicinato dicendovi di non trovarsi bene col proprio dentista e voi avete tessuto le lodi del vostro fornendogli naturalmente nome e cognome e indirizzo, oppure quell'altra volta che vi ha chiesto come va vostra figlia scuola, ebbene da questi brevi colloqui ha ricavato informazioni preziose su di voi, sui vostri usi, costumi e abitudini.
Il suo database è sempre aggiornato e ricco di informazioni che riceve da inconsapevoli e incolpevoli fornitori; di lui invece non si sa quasi nulla se non le sue disgrazie partendo da mamma novantenne convivente che lo vessa quotidianamente, continuando con malattie varie che gli impediscono di deambulare normalmente, per concludere con lutti recenti che lo affliggono con la regolarità di un 5+1 al superenalotto.
Il PP è subdolo e abitualmente si posiziona in modo da tenere d'occhio i punti strategici di uscita per poter bloccare in tempo la sua vittima. Non cercate di sfuggirgli perchè è quasi impossibile. Una collega cercò la fuga utilizzando le scale antincendio ma il PP lo attendeva ai piedi delle stesse: aveva dato un'occhiata al monitor di servizio del portiere!
Circola clandestinamente un calepino pubblicato da un collega e venduto a ben 10 € la copia il cui titolo è "Le 101 scuse per sfuggire la passagista professionista", ma non sempre si ha l'accortezza di organizzarsi tra colleghi per cui una volta ben 25 colleghi dichiararono di dover andare all'aeroporto a prendere il figlio di ritorno da un viaggio in Kenia.
Allora qualcuno si attrezza come può. Di tanto in tanto qualcuno arriva con un trolley affermando di dover passare il week-end a Roma (e passerà lo stesso week-end a prepararsi sugli avvenimenti accaduti nella capitale perchè il PP lo interrogherà certamente il lunedì per sapere cosa avrà visto d'interessante); so di un collega che posteggia ogni giorno la vettura in una traversa laterale dove lascia incatenata una vecchia bicicletta femminile (così da non poter far montare nessuno sulla canna) con la quale raggiunge poi il posto di lavoro.
Ha un cuore il PP? Molti ne dubitano. Intanto non solo non molla mai l'osso ma si incazza pure se per caso perdete tempo o sostate a parlare con un collega. Si posiziona nei dintorni e batte nervosamente e ritmicamente due dita sul quadrante del suo orologio per farvi intendere di sbrigarvi. E' poi sprovvisto di qualsiasi senso di riconoscenza nei confronti delle sue vittime e si comporta come se tutto gli fosse dovuto. Mai che faccia la parte di metter mani al portafoglio e ti chieda di contribuire alle spese della benzina , nè che per il tuo compleanno (data che conosce perfettamente a memoria e che fa finta di scordare) ti faccia un piccolo presente. Casomai il contrario. Spesso dice di aver scordato il portafiglio per cui chiede in prestito una cifra irrisoria (50 €) che però regolarmente dimentica di restituire.


lunedì 23 novembre 2009

Guida sicura 3

Esistono durante la mattina, delle fasce orarie per quanto riguarda il traffico. Basta essere un pò osservatori per scoprire che è facile classificare i conducenti a seconda delle ore di uscita da casa e attribuire un colore di pericolosità a ciascuna fascia.
Ci sarebbe una antefascia oraria composta da quelli che escono prima per arrivare in orario al lavoro e che di solito arrivano a destinazione prima delle 7 e 30 del mattino. Il numero dei fruitori di tale fascia oraria è in continua diminuzione perchè composta per lo più da persone che preferiscono rinunciare ad una parte del loro tempo libero pur di evitare code, ingorghi, sangue marcio e fegato spappolato. Una volta queste persone erano quelle "normali", attenti al rispetto delle regole, disposti anche a rinunciare a qualcosa pur di essere puntuali in ogni circostanza. Oggigiorno queste persone sono sempre più rare in quanto tutti siamo sempre più o meno in ritardo, più o meno schizzati, più o meno incazzati col mondo sin dalle prime ore del giorno e non sappiamo cosa significhi la parola "rinuncia".
Dopo questa antefascia che definirei verde, si passa alla prima vera fascia che va dalle 7 e 30 alle 8 e 30 circa. E' la fascia "abitata" dalla maggior parte dei conducenti di autovetture che sono però quasi tutti in ritardo. Tutti o quasi nutrono sempre la medesima vana speranza e cioè quella di uscire di casa almeno 15 minuti prima, cosa che regolarmente non accade e non solo per fatti che dipendono dalla propria volontà. Questa tipologia di conducenti la si può definire col temine di "collocatori" in quando sono incaricati di collocare i figli a scuola. Di questi alcuni proseguono per il lavoro (e sono la maggior parte) mentre pochi (o meglio poche) non hanno un cazzo da fare perchè sono quasi tutte casalinghe e quindi hanno un'andatura molto pacata e soprattuttono sfruttano il tempo macchina per un feed-back mattutino rivolto ai figli che da loro sono letteralmente tempestati di domande del tipo:
- Hai ripassato la storia? (chissà perchè è sempre la storia che bisogna ripassare mai Geografia o Inglese)
- Hai preso la merenda? (in realtà trattasi di almeno un pacco 8 merendine)
- Hai preso i 5 euro per il panino della ricrerazione (mischino u picciriddo è spitittato)
- Hai preso l'acqua? (bottiglia da 1 litro e 1/2 con piccolo thermos portatile)
- Hai il telefonino? Mi raccomando non staccare mai il telefonino... anche se la prof ti dice il contrario perche quella buttanazza il suo lo tiene sempre acceso!
Segue poi la sfilza delle raccomandazioni.
Naturalmente mentre la signora si dedica a questa attività pre-didattica, dietro c'è una coda di almeno 25 autovetture tutte strombazzante (che lei regolarmente non sente o fa finta di non sentire) guidate per lo più da padri pseudolavortori che non solo devono accompagnare i figli a scuola ma anche cercare di timbrare in tempo il cartellino per poter poi comodamente andare al bar con i colleghi a fare colazione.
A questa fascia che definirei arancione (non proprio rossa) perchè potenzialmente pericolosa ma non troppo, succede, dopo una breve pausa, la fascia delle 9,00, 9 e 30 composta prevalentemente da persone anziane, per lo più pensionati di cui ho già trattato nel post Guida sicura 1. Questi procedono lentamente, con una guida assolutamente imprevedibile e talvolta li si potrebbe scambiare per guidatori britannici in quanto hanno tendenza ad invadere la corsia opposta.

domenica 15 novembre 2009

Il processo corto, anzi cortissimo

Si discute tanto in questi giorni dei tempi della giustizia, che sarebbero troppo lunghi.
Sette, otto o più anni per avere uno straccio di sentenza sono troppi, veramente troppi!
Eppure, nel mio piccolo, anch'io penso di poter contribuire alla soluzione del problema anzi sono certo di aver trovato un modo quasi scientifico per concludere positivamente e rapidamente un processo attribuendo all'imputato la giusta colpa o viceversa assolvendolo definitivamente in caso di innocenza.
Il giudice dovrebbe limitarsi a chiedere all'imputato: "Mi faccia ascoltare la suoneria del suo telefonino!". A mio parare questo è un metodo infallibile. Personalmente riuscirei a dare persino l'ergastolo in modo semplice e veloce, senza l'ausilio di complicate indagini e senza fare ricorso al R.I.S. o alla scientifica. Il semplice ascolto delle diverse suonerie sarebbe un indizio certo della colpevolezza o meno dell'imputato.
"Lei, mia cara signora meriterebbe, per la sua suoneria, una cinquantina di frustate da somministrare in Piazza Politeama la prima domenica del mese di Giugno"; pensate che libidine! Quanta gente alla gogna a causa di quei trilli sparati all'impazzata ovunque anche in mezzo a pubbliche assemblee o peggio ancora a teatro.
Non parliamo poi se la persona in oggetto è una donna over sessanta che riceve in pubblico una chiamata. In primo luogo la difficoltà è quella di ritrovare celermente l'oggetto che, 999 volte su 1000, è allocato nell'angolo più recondito della borsa, esattamente all'opposto di dove la suddetta sta attualmente ravanando alla sua forsennata ricerca, anche quando tale borsa è una piccola pochette di 15 cm x 10. E anche ammesso che la signora riesca a impossessarsi dell'attrezzo trillante, che fa? Lo spegne? Ma non le passa neppure per l'anticamera della cervice. Avvicina lo schermo al viso per vedere chi chiama, ma essendo attempata non vede una mazza per cui lo allontana e lo avvicina a mò di danza per almeno una mezza dozzina di volte, anche se continua a non vedere una mazza, mentre tutti i presenti si godono, sparata al massimo del volume, "La Paranza" di Danieli Silvestri che la nipotina di 8 anni le ha messo come suoneria, infliggento così a tutti una tortura non richiesta. Ma nonostante tutto la signora in oggetto non demorde affatto e accetta la telefonata anche se non sa chi è e siccome è anche un pò sorda incomincia a urlare "Pronto, chi sei? Come? No, non posso parlare! Sono a teatro! Si l'Amleto, il monologo sì lo sta recitando proprio ora. No, veramente l'attore non mi pare tutto questo gran chè".
Ebbene che pena attribuireste alla suddetta? Perlomeno 5 anni di arresti domiciliari senza condizionale e senza uso del cellulare con obbligo di firma in commissariato in concomitanza con tutti gli spettacoli teatrali prodotti nella sua città!
Non ci possono essere dubbi; le suonerie forniscono indizi inconfutabili su quello che siamo, sulla nostra cultura e sul nostro modo di essere per cui possono offrire un valido sostegno al lavoro del giudice.
Se, ad esempio, la mia collega I.L.P. dovesse per caso essere coinvolta in qualche processo, sarebbe subito scagionata. Anzi, il giudice, nell'ascoltare la sua suoneria così si esprimerebbe:
"Lei è scagionata da qualsiasi accusa passata, presente e futura, e d'ora in poi godrà di un'immunità perenne che Berlusconi si sognerebbe la notte di possedere. Sentita la sua suoneria sentenzio che è assolutamente impossibile che lei possa mai delinquere. E la mia convinzione è ancor più sostenuta da alcuni altri indizi secondari che confermano e rafforzano la mia decisione, non ultime le babucce orientali che lei attualmente indossa!!"

venerdì 13 novembre 2009

Guida sicura 2

Mio padre mi diceva sempre: "Diffida di chi guida col cappello".
A pensarci bene che motivo c'è di guidare indossando un cappello? Nessuna. Quindi chi lo indossa ha una sua peculiarità che merita un piccolo approfondimento.
Se si tratta di persona adulta, perchè mai dovrebbe indossare un cappello in auto? Artrosi cervicale? Auto con eccesso di ventiulazione interna? Mah, sono perplesso. Probabilmente si tratta invece di quel caratteristico personaggio di oltre 65 anni , di piccola statura, pensionato, che esce in auto solo per scassare le balle agli altri in quanto procede regolarmente a 25 massimo 30 Km ora anche in presenza di autostrade sgombre di auto. Guida l'auto soprattutto dalle 10 alle 12 oppure dalle 17 alle 19 per recarsi a prendere la pensione o per fare la spesa, solitamente accompagnato da una donna, tarchiata, più larga che bassa, con capelli cotonati color biondo piscio, che, seduta accanto, non fa altro che cazziarlo di brutta, dandogli inoltre ogni tipo di indicazione, alcune delle quali, assolutamente contraddittorie e repentine del tipo: "Gira a destra, no a sinistra cretino, ti ho detto a sinistra" e lui "ma prima avevi detto a destra", "Come sempre non capisci quello che ti dico".
Naturalmente in presenza di personaggi di tal sorta è opportuno girare ben alla larga anche perchè, in caso di incidente lieve, dovreste vedervela anche con la megera la quale sicuramente vi attribuirà tutte le colpe e vi aggredirà verbalmente : "Che fa non ci ha visto? Non ha capito che volevamo girare a sinistra? Ma che centra la freccia a destra! Quella era prima! Lei è rimasto indietro! Ma perchè non si alza? Ma che fa, non parla! Amunì si susissi senza fare lo spiritoso! Totuccio chistu vuoli babbiari! Fai qualcosa, cretino! Fallo susiri!". "Guarda che è morto!". "Si vabbè! Siti tutti i stissi vuatri masculi, vi mancano le palle!"

giovedì 12 novembre 2009

Guida sicura 1

Come tutti sapete il mio abituale mezzo di trasporto, da alcuni anni a questa parte, è uno scooter. L'ultimo in mio possesso è uno Scarabeo 250 dell'Aprilia che utilizzo regolarmente per recarmi al lavoro ma anche per trasporto di persone e/o cose, comprese derrate alimentari, merci deperibili e non, con carichi sospesi, sporgenti e altro.
Ho festeggiato il 40° anniversario di guida di mezzi di trasporto su due ruote e ogni giorno che esco di casa spero sempre di arricamparmi sano e salvo. Ho visto, durante la mia lunga carriera, numerose persone stese per terra a seguito di incidenti stradali e mi auguro sempre di non finire nel novero degli "atterrati al suolo a causa di urto di auto" perchè mentre voli (cosa che mi è già successo per fortuna non con gravi conseguenze ) non sai mai dove andrai ad atterrare.
In verità è lo scooter stesso che ti invita a correre dandoti quel senso di inarrestabilità tipico di chi pensa sempre di farla franca sgattaiolando impunemente all'interno del traffico cittadino, alla faccia degli automobilisti bloccati nel traffico! Sta di fatto però che quasi ogni giorno qualcuno di questi "invincibili eroi" si arricampa a casa dentro un cappottino di legno o seduto su due ruote spinte a mano (leggasi carrozzella) o, se va meglio, con qualche osso rotto (di solito una gamba).
Comunque non intendo qui appallarvi con la saga delle lamentele dello scooterista frustrato quanto piuttosto aiutare tutti i "colleghi" a portare a casa la carcassa integra, dando qualche piccolo suggerimento utile alla bisogna.
Il primo che mi viene in mente è: "Occhio ai conducenti di veicoli commerciali tipo Doblò, Berlingo o altro". Di solito sono di colore bianco, hanno vetri bruniti e sono condotti prevalentemente da operai specializzati o piccoli artigianati che sfrecciano nelle nostre strade in orario anti e postmeridiano.
Tali veicoli sono altamente pericolosi per una serie di motivi:
1. Essendo dotati di porte e non di portiere posteriori, fornite a loro volta di vetri bruniti non offrono all'ignaro scooterista alcuna informazione visiva sull'attività svolta dal conducente all'interno dell'abitacolo. Quest'ultimo potrebbe (come spesso fa) dedicarsi serenamente a tutta una serie di attività edificanti per lui ma altamente pericolose per gli altri, partendo dalla più banale (s'aggadda al telefono "cu du curnutu ru principali" mentre percorre via della Libertà a 87 Km orari) per arrivare alla più inattesa (prepara il sistema di superenalotto mentre si "sciarria" sempre al telefono ca mugghieri, fumando una sigaretta e scaccolandosi contemporaneamente).
2. Essendo i conducenti di tali veicoli dei sedicenti lavoratori, dipendenti o autonomi, ipoichè affermano di svolgere un'attività lavorativa, sono, per contratto di lavoro, perennemente, costantemente, assolutamente, ineluttabilmente, incazzati neri. E' giusto dire però che il siciliano intende il lavoro come la seconda disgrazia che gli può capitare nella vita (la prima è da camurrìa ra mugghieri, quella con la quale si sciarriava antura. Se, per caso, vi doveste ritrovare, a Palermo, in mezzo ad una manifestazione dei senza lavoro, dei precari o dei disoccupati, ebbene sappiate che quelli che protestano in verità non vogliono un lavoro; vogliono solo uno stipendio, non il lavoro ("'nzamaddìo avissi a carriri malatu"). Quindi dalla mattina alle nove (perchè prima di quell'ora non li si vede in giro ma collocati in qualche bar a fare colazione e/o a giocare qualche "bolletta") sino alle 18 di sera quando si arricampano, cari scooteristi girate alla larga da questi potenziali arrotatori perchè il loro morale è sempre basso anche perchè hasso sempre problemi di "piccioli".
3. Dovete sapere, infine, che i conducenti di tali veicoli, proprio per loro deformazione professionale, sono portati ad andare "all'accurzu", in poche parole non hanno mai tempo da perdere perchè, odiando lavorare, se la annacano per tutta la giornata e quindi sono perennemente in ritardo. Ciò li porta a fare delle manovre inaspettate e inconsulte soprattutto quando intravvedono qualche ingorgo. In questo caso qualsiasi manovra è lecita, dalla "semplice" inversione a U in pieno viale del Fante, al palese tentativo di speronamento per "spirugghiarsela" più rapidamente. E' anche vero che esiste anche l'altro tipo di conduttore quello cioè che se la "annaca" volontariamente perchè così lavora meno e che va alla ricerca spasmodica del più piccolo ingorgo per poter così perdere più tempo per poi telefonare sempre a "du curnutu ru principali" adducendo la scusa che "minchia ru traffico chi c'è". Quest'ultima tipologia di conducente è meno diffuso ma sempre pericoloso perchè rallenta o frena quando meno te lo aspetti quando trova una strada poco intasata o perchè ricorre ai più imprevedibili escamotage per arrivare sempre tardi.
Proprio stasera me ne è capitata una. Percorrevo viale della Liberta col mio Scartabeo; fermo davandi al semaforo di Viale Lazio un grosso camion aspettava di inserirsi in via Libertà in direzione della "Statua" ma la corsia preferenziale era occupata da una serie di autobus fermi a causa del guasto del primo della colonna. Il conducente del camion abbastanza "incazzato" si è attaccato al claxon nella speranza di inserirsi anche lui nella corsia essendo il suo semaforo verde. Quando la colonna ha cominciato a muoversi il semaforo dalla parte del camion è diventato rosso. Allora il camionista senza colpo ferire, malgrado le auto provenienti da via Libertà avessero il verde, ha cominciato a muoversi e, di fronte alle proteste ripetute degli automobilisti, visibilmente icazzato ha detto:
"Minchia, un puozzo stari tutta a nuttata cà pa facciazza vuostra!"

venerdì 30 ottobre 2009

Addict

Sono ridotto proprio male ragazzi!
Da alcuni mesi dormo poco, ho scarso appetito, la vita mi sembra priva di senso, mi trascino stancamente, sfuggendo gli amici, alla ricerca della solitudine, mentre il mondo crolla intorno a me.
Trovo qualche momento di sollievo alla mia angoscia solo quando l'amico Sposini, durante "La Vita in diretta", ogni pomeriggio, lenisce il mio dolore aggiormandomi sulla love strory Clooney-Canalis.

Transformers

A causa dello scandalo Marrazzo veniamo a sapere che l'Italia è piena di transessuali.
Ora, pur non scandalizzandomi più di tanto (sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo), ho riflettuto un attimo sulle recenti abitudini sessuali italiche.
Anche questo settore è soggetto all'evolvere delle mode, che nascono, crescono e finiscono, sostituite da altre, perchè l'uomo è sempre alla ricerca di continui diversivi per spezzare la monotonia della vita quotidiana. E a tutti i livelli, anche quello sessuale.

Ultimamente mi sembrava che l'omosessualità fosse stata definitivamente sdoganata, almeno a livello dei media (che la realtà etutt'altra cosa), con la TV in particolare, che sfrutta alcuni dichiarati omosessuali perchè questi fanno più audience. Pare, in effetti, che sia assolutamente impossibile oggi realizzare un programma (show o talk che si voglia), senza accogliere l'ambiguo di turno che quasi sempre viene proprio "sfruttato" per la sua effeminatezza, più per il corpo, come sempre, che per la mente. La presenza di "arbiter" omo è diventata talmente ossessiva che parlando di politica, cultura, spettacolo, ecc. il suo parere è quello di riferimento, quello da tenere in considerazione, direi quasi l'unico parametro culturale di riferimento.
Da qualche giorno però, i "semplici" omosessuali non sono più apparsi sufficienti ai realizzatori dei palinsesti TV ed è stato necessario andare oltre, proprio sull'onda dello scandalo Marrazzo, secondo la teoria del "si può dare di più". Ieri andando in giro per canali TV ho visto che in moltissimi programmi, delle TV pubbliche e private, trasmessi in orario pomeridiano, serale o notturno, la presenza del transessuale è stato d'obbligo.
La visione di questi programmi mi è stata tuttavia non solo utile ma chiarificatrice. Mi sono reso conto infatti che nella vita mi son perso qualcosa d'importante. Ecco perchè ero infelice: non sapevo che quando vuoi essere coccolato compreso, ascoltato, quando tutto e tutti sono contro di te e ti senti svuotato, stressato, annichilito dagli eventi, l'unica possibile soluzione è quello di rivolgerti ad un trans che è l'unico che ti potrà capire.
Mi sono quindi subito attivato per dare una svolta alla mia vuota esistenza e ho cominciato guardarmi in giro per cercare anch'io qualche trans che mi capisse veramente. Di indirizzi ne ho trovati tanti anche se purtroppo, ovunque mi sia recato i tempi di attesa prospettatimi erano veramente lunghi (ma veramente lunghi!) : alla fine il primo appuntamento libero l'ho potuto strappare solo per il 30 dicembre del 2035. Dubito tuttavia, che alla data fissata mi sarà possibile, come potrei dire, farmi coccolare da Marisa (questo è il nome della mia consolatrice) in quanto avrò già più di 80 anni (e Marisa una sessantina). Tenuto conto di ciò, ho chiesto alla segretaria di Marisa di anticipare il più possibile la data; quella, senza batter ciglio, mi ha detto stizzita: "Qui non si fanno preferenze, l'ho detto chiaramente anche all'onorevole XXX, al direttore del TG XXX, al primario della clinica XXX, al famoso attore XXX, al sindaco di XXX, al presidente, al vicepresidente, all'amministratore delegato di XXX, al centravanti del XXX, al Principe di XXX, al pilota di Formula 1 XXX, all'illustre filosofo XXX........". Mentre mi allontanavo sconsolato, lei continuava con la sua sfilza ".....al fantino XXX, a Monsignor XXX, al regista XXX, al vincitore di Wimbledon XXX, al premio Nobel per la pace XXX, al capocannoniere del campionato XXX, a Superman..."
Morale: oggi, se vuoi essere alla moda, bisogna essere di vedute aperte. E non solo.....

domenica 25 ottobre 2009

Palermo città che tutela le minoranze

Quando, a marzo del corrente anno sono giunti a Palermo i ragazzi di un liceo di Grenoble gemellati col nostro Istituto, tra i docenti accompagnatori vi era un diversamente abile che si muoveva in carrozzina. Dopo aver restituito la visita e aver preso atto di come a Grenoble i diversamente abili possano vivere un'esistenza autonoma dato che la città ha fatto molto per l'abattimento delle barriere architettoniche, mi sono lasciato andare alle solite critiche nei confronti della nostra città, secondo l'ovvio, trito, stantio copione che vede sempre il cittadino palermitano dedito al suo sport preferito che è quello di denigrare sistematicamente tutto quanto contraddistingue la nostra realtà cittadina, ritenendo sempre che gli altri, ovunque nel mondo, siano capaci di fare meglio di noi.
Quanto di più falso e sbagliato. Riflettendoci su, infatti, mi sono reso conto di quanto Palermo, nello specifico della disabilità, sia veramente all'avanguardia.
Ditemi quale città al mondo ha come primo cittadino un disabile? Credo, a questo proposito, che la nostra sia l'unica città che abbia fatto questa scelta radicale ed innovativa. Certamente per lui è stato più facile vincere due volte le elezioni in quanto, come ben sappiamo, il numero dei cittadini che si trovano nel sua stessa condizione e che risiedono in città è molto elevato. Si può dire un immenso, potenziale bacino di voti che, potendo liberamente scegliere, si è orientato verso la scelta più ovvia eleggendo il maggiore rappresentante delle minoranze (si dirà proprio così? Perchè mi gira in testa un altro vocabolo simile ma forse più appropriato; solo che in questo momento mi sfugge...)

Palermo città olimpica


Ho appreso con gioia e curiosità che Palermo ha presentato la propria candidatura ad accogliere i giochi olimpici del 2020. Sono veramente contento e soprattutto sono convinto che questa sia un'occasione unica affinchè il Comitato Olimpico riconosca finalmente alcuni sport che la popolazione panormita pratica già da decenni ottenendo anche numerosi e insuperatbili record mondiali che purtroppo però non hanno ancora il crisma dell'ufficialità . Tra l'altro lo svolgimento di tutte le gare relative a tali sport sarebbero quasi a costo zero in quanto non richiedono la costruzione di stadi megagalattici o di piste sofisticate.
Per essere più pratico farò una breve esemplificazione anche se la lista è decisamente molto lunga.
Sport acquatici
Snowboard terrestre: è sufficiente avere un fuoristrada e una corda da traino come quella dello sci d'acqua. Campo di gara Mondello zona Palace
Sport di montagna
Rubbish climbing: la sede naturale storica è Bellolampo ma possibili siti alternativi sono disponibili ovunque in giro per la città
Sport stradali
Pothole slalom: si può effettuare in tutta la città sia in moto che in auto; vengono disseminate secondo un percorso alcune buche; scopo della prova è arrivare vivo in fondo nel minor tempo possibile evitando di caderci dentro.
Sport estremi
Civic Survival: qui si tratta di sopravvivere all'interno della città ; vince chi abbandona per ultimo. A questo sport non sono ammessi i residenti perchè vincerebbero a mani basse. Record per non residenti 3 ore e 14 minuti.

mercoledì 21 ottobre 2009

Disgregazione

Viviamo momenti tristi, bui, angosciosi. Il futuro ci si prospetta nero e senza via di uscita.
Stiamo assistendo alla lenta ma inesorabile disgregazione di quei valori sui quali abbiamo costruito la nostra storia recente. La famiglia, il lavoro, l'amicizia, il rispetto degli altri, quei capisaldi che abbiamo finora condiviso, vengono quotidianamente attaccati e rimessi in discussione.
Anch'io, personalmente sento e percepisco il carico di questa progressiva sventura che si abbatte su di me e che mi scuote nel profondo; e mi sento particolarmente sconfortato anche dal fatto che è venuto meno il senso di solidorietà sociale che prima caratterizzava la nostra partecipazione alla vita sociale.
Proprio oggi un ulteriore e letale colpo è venuto ad abbattersi su di me, un colpo che potrei definire quasi mortale, perchè ha contribuito ad intaccare il senso di apparteneza alla mia comunità. In questi giorni di sconvolgimenti civili, di crisi economica, di perdita di posti di lavoro, di mancanza di sbocchi per le nuove generazioni che sempre più si affacciano al futuro avendo davanti un grosso punto interrogativo, in questo momento, dicevo, di totale mancanza di punti di riferimento, sono venuto a conoscenza di un fatto gravissimo che mi ha fatto sprofondare in una personale crisi dalla quale non intravvedo un prossimo positivo esito. Avevo progettato un futuro radioso per me, per la mia famiglia, che coinvolgeva implicitamente anche la piccola comunità legata al mio posto di lavoro. Un senso atroce di impotenza mi opprime oggi, alla luce di quanto appreso, ed esso finirà per condizionare pesantemente la mia, le nostre misere esistenze nell'immediato futuro, portendo dietro di se uno strascico di consequenze che ci perseguiterà per lungo tempo.
Come non capire come oggi, all'alba del terzo millennio, sia assolutamente indispensabile per la collettività poter programmare momenti di aggregazione umana nei quali investire proficuamente le proprie energie vitali? Mi chiedo come si possa essere così ciechi ed ottusi.
Per colpa di una decisione affrettata, di scelte dettate soltanto dal livore del momento e assolutamente ritorsive nei confronti di lavoratori che da sempre si sono contraddistinti per l'attaccamento al lavoro, la partecipazione attiva e presente, la volontà sempre espressa di mettere al primo posto le esigenze della collettività anche e soprattutto per il bene comune, per colpa dicevo, di decisioni dispotiche e unilaterali che non hanno voluto tenere conto delle esigenze della collettività, non posso, come avevo previsto passare il week-end del 2 novembre a Taormina perchè il dirigente non ci ha concesso la vacanaza!
Che vergogna!

lunedì 12 ottobre 2009

Scuola di politica

Da pochi giorni è stata inaugurata una scuola di politica sotto l'egida di un partito politico di grande rilevanza nazionale. Questa scuola intede proporre un approccio nuovo alla formazione traendo spunto dalle recenti innovazioni apportate, in questo ambito, da alcuni protagonisti della vita politica di oggi che si sono distinti per un nuovo modo di affrontare l'agone pubblico.
Visto il gran numero di richieste di adesione pervenute, la scuola si è dovuta attrezzare alla bisogna per potere avviare i richiedenti verso le differenti sezioni, onde consentire loro sia di sviluppare le proprie attitudini personali, sia di acquisire quelle competenze che oggi vengono ritenute indispensabili per un facile e fattivo inserimento nella vita politica nazionale.
Per rendere tale percorso più efficace e sbrigativo la scuola invita i nuovi corsisti a scegliere, in funzione delle proprie esigenze e/o aspirazioni, uno tra i profili professionali di uscita proposti nei quali lui stesso pensa di potersi più facilmente identificare.
Profilo 1: Sai sculettare, tenere desta l'attenzione di un pubblico adulto attraverso ammiccamenti anche facendo ricorso a atteggiamenti provocanti comprese pratiche sessuali di ogni genere, hai posato senza veli per un calendario? Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di ministro dell'Istruzione, del Turismo, della Famiglia.
Profilo 2: Disprezzi gli altri, sei di scarsa statura fisica e morale, sei pronto ad aggredire verbalmente gli altri con odio e sdegno anche e soprattutto laddove non vi sia una valida ragione, soprattutto se la persona oggetto dei tuoi attacchi svolge un impiego pubblico?
Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di ministro per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione
Profilo 3: Odi coloro i quali appartengono ad un'altra cultura e/o razza, salvo poi sfruttarli biecamente per fini personali, ti interessi solo dei tuoi piccoli interessi particolari non curandoti per niente di quelli generali, sconosci e/o interpreti in modo personale la storia del tuo paese?
Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di ministro degli Interni, della Giustizia, degli Esteri
Profilo 4: Ridi sempre per convenienza, non hai alcun peso nelle decisioni, sei dedito agli stupefacenti, sei particolarmente abile a sfuggire alle tue responsabilità, sei un vero incapace ? Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di sindaco
Profilo 5: Riporti solo idee di altri che interpreti, in apparenza, con impeto e partecipazione emotiva anche se in realtà non te ne frega proprio niente, non aggiungi alcunchè di personale a quello che dici, ti mostri sempre aggressivo nei confronti di coloro che non la pensano come il tuo capo, sei sempre assolutamente allineato a quanto affermato dal capo, nel tuo recente passato hai professato idee politiche diametralmente opposte a quelle che dici di professare oggi ? Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di Ministro dei Beni Culturali o a quella di portavoce
Profilo 6: Sei pregiudicato, fai delle affermazioni palesemente false e tendenziose salvo poi rimangiartele il giorno dopo accusando gli altri di non averti compreso, soffri del complesso di persecuzione da parte delle autorità giudiziarie, pensi che tutto ti sia permesso perchè affermi di avere un unanime consenso, sei sempre pronto ad aggredire verbalmente chi non la pensi come te, mistifichi abilmente la realtà, sei smoderatamente egocentrico, megalomane e dispotico, frequenti minorenni e donnine che dici di non pagare per prestazioni sessuali affermando altresì di avere una potenza sessuale non uguale, tratti le donne come oggetto? Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di Presidente del Consiglio

mercoledì 23 settembre 2009

Prosciutto sugli occhi

E' inutile, assolutamente inutile. Non c'è proprio nulla da fare. Per come va nno oggi le società occidentali non prevedo, almeno a breve termine, che si possa più tornare indietro a un'organizzazione sociale monoculturale e monorazziale. Essere una società multirazziale non solo è un dato di fatto ma persino un evento che difficilmente si può combattere (se proprio volessimo decidere di farlo), dato che molti degli occidentali non vogliono rinunciare a un ostile di vita in cui non si prevede l'uso della parola "sacrificio" se non quando riguarda gli altri, mai noi stessi.
La consequenza è quindi sotto gli occhi di tutti e solo uno stupido può non accorgersene. Di fronte alla multiculturalità l'unica soluzione possibile è l'assoluta laicità dello Stato che deve essere esplicata in tutte le sedi istituzionali pubbliche (scuole, ospedali, tribunali ecc.).
Ciò non significa rinunciare alla propria cultura, alla propria storia, affatto. Bisogna solo trovare le sedi adatte dove manifestare e socializzare la propria cultura lasciando alle strutture pubbliche la "sacralità" della laicità.
Questo atteggiamento forse eviterà, in un prossimo futuro, il sacrificio di vite umane .