mercoledì 23 settembre 2009

Prosciutto sugli occhi

E' inutile, assolutamente inutile. Non c'è proprio nulla da fare. Per come va nno oggi le società occidentali non prevedo, almeno a breve termine, che si possa più tornare indietro a un'organizzazione sociale monoculturale e monorazziale. Essere una società multirazziale non solo è un dato di fatto ma persino un evento che difficilmente si può combattere (se proprio volessimo decidere di farlo), dato che molti degli occidentali non vogliono rinunciare a un ostile di vita in cui non si prevede l'uso della parola "sacrificio" se non quando riguarda gli altri, mai noi stessi.
La consequenza è quindi sotto gli occhi di tutti e solo uno stupido può non accorgersene. Di fronte alla multiculturalità l'unica soluzione possibile è l'assoluta laicità dello Stato che deve essere esplicata in tutte le sedi istituzionali pubbliche (scuole, ospedali, tribunali ecc.).
Ciò non significa rinunciare alla propria cultura, alla propria storia, affatto. Bisogna solo trovare le sedi adatte dove manifestare e socializzare la propria cultura lasciando alle strutture pubbliche la "sacralità" della laicità.
Questo atteggiamento forse eviterà, in un prossimo futuro, il sacrificio di vite umane .

venerdì 18 settembre 2009

Vive la différence!

Nell'edizione del 1990 del festival di Sanremo accadde un fatto straordinario. Ai concorrenti italiani vennero affiancati artisti di fama internazionale, giusto per consolidare le performance dei cantori italici. Tra gli ospiti illustri ci fu anche il grande Ray Charles, noto anche col nomignolo "The Genius". Il cantante, diventato cieco quando era adolescente a causa di una malattia, venne affiancato a Toto Cotugno, come dire far giocare in coppia Nadal e un giocatore di terza categoria vincitore del torneo di tennis di Pezzingoli, con montepremi una cassa di birra Castello di Udine.
Il buon Cutugno ce la mise tutta per cantare al meglio la canzone che lui stesso aveva composta. Poi venne il momento del vecchio cantante che all'epoca aveva 60 anni anche se ne dimostrava almeno 10 di più, forse a causa di una vità vissuta in modo un pò esagerato come direbbe il Vasco. Il risultato finale è nel filmato che segue. Le due performances si susseguono; non è necessario che voi ascoltiate per intero il brano cantato da Cutugno; una buona metà può bastare per capire come era stata concepita dall'autore il brano nella sua stesura originaria. Andate poi oltre il 4° minuto e assaporate, centellinandola, l'interpretazione di Ray Charles.


Partendo dalle stesse note (o quasi), arriviamo a due risultati opposti. Ma quello che più conta è l'emozione che l'interpretazione di Charles ci trasmette, facendoci sognare. E' come se Ray avesse rivoltato la canzone, come accade con un indumento double face, mostrando la faccia nascosta della musica. Le note, il ritmo, erano là ma l'interpretazione le ha personalizzate, incorporandole in uno stile unico, personale, emozionale. Una piccola magia fatta da "The Genius" che, come la fatina della fiaba, ha trasformato la piccola serva in una bellissima principessa.

sabato 12 settembre 2009

Préparez les mouchoirs

Preparate i fazzoletti!
Si riparte per una nuova cavalcata.
Tranquilli, in fondo si tratta solo di 200 giorni di scuola.
E poi, che dovrei dire io che dopo 30 anni di lezione, ancora non mi vogliono dare il diploma?

Colpo di coda

Ieri ricevo una telefonata dal mio amico G, quello della barca grande ma talmente grande che a poppa ha realizzato un campo di calcio a 11. Ebbene verso le 12 ricevo una sua chiamata e mi chiede se me la sentivo di accompagnarlo a fare un giro in barca: "Ci facciamo un bagnetto e poi ci arricampiamo" mi fa. Gli è dato di volta il cervello penso tra me e me; ero stato il giorno prima al Roosevelt, dove tengo la barca (piccola ma very piccola) e vi assicuro che il mare era veramente brutto. Gli chiedo se era sicuro che le condizioni del mare (o le sue mentali) permettessero un'uscita e mi fa: "Il mare è una tavola". Gli credo sulla parola e ci diamo appuntamento per le 14,00 anche per evitare di lasciarlo da solo visto che da un momento all'altro le condizioni del mare avrebbero potuto avere un'evoluzione decisamente pericolosa.
Comunque sia ore 14,30 lasciamo il porticciolo di Mondello dove lui (very più ricco di me) tiene il mostro; mare OK, abbastanza piatto ma sole latitante. Si va verso Capo Gallo e appena doppiato il faro scopriamo che dall'altra parte il mare è ancora più piatto. Da bravi maschietti, approfittando dell'assenza delle nostre rispettive consorti ci diamo alla velocita (e il mare lo consentiva davvero). In qualche attimo arriviamo all'isolotto là dove di solito il mare è un miscuglio torbido di correnti. Incredibile: oltre ad essere piatto il mare si presenta cristallino e trasparente, in assoluto il migliore della stagione, e ci consente di vedere il fondo là dove di solito la poseidonia e il vortice delle correnti impediscono di intravvedere i fondali. Nemmeno ci attacchiamo ai gavitelli, lasciando la barca allo scarroccio, ma quella sembra non accorgersene e resta lì quieta e placida mentre noi, tuffati in un'acqua al giusto frescolina, ce la portiamo a spasso come se fossimo tornati bambini nella bagnarola di casa.
Il sole continua a latitare, in lontananza si affaccia un fronte denso e scuro di nubi. Dai, si torna e di fretta se non vuoi buscarti la tempesta. Altra scorribanda a 40 nodi o giù di lì e torniamo in porto giusto in tempo per evitare il cataclisma che di li a poco si sarebbe scatenato su di noi.
Strano il mare. Soprattutto imprevedibile, nel bene e nel male. Ma bisogna saperlo cogliere nel momento giusto ed essere pronti a afferrare i suoi strani colpi di coda, pronti però a garantirti il ritorno. Si potrebbe dire "Carpe marem".

mercoledì 9 settembre 2009