domenica 12 ottobre 2008

Circondato!

Piccolo gioco. Ho scritto un breve racconto. Vorrei sapere cosa ne pensate e soprattutto vorrei avere una vostra interpretazione. Di cosa sto parlando? Chi è la mia collega B?

Sono molto preoccupato. Non ho paura, anche se stanno attorno a me, e sono in molti; li vedo, li sento, anzi sono loro che si fanno vedere e sentire. Da qualche tempo crescono di numero, lentamente ma inesorabilmente, mentre noi siamo sempre di meno.

Tempo fa, mi chiedevo come mai aumentassero giorno dopo giorno, poi ho capito. Non sono loro che si moltiplicano, sono i nostri che disertano e cambiano bandiera. Passano all'altra sponda alla spicciolata, senza nemmeno accorgersene. E non lo fanno certo per cattiveria. Sono condizionati dagli eventi. Sta di fatto che la loro tribù aumenta mentre il nostro gruppo si assottiglia.

Eppure mi ricordo ancora come cominciò la cosa. All'inizio erano pochi e se fossimo stati attenti avremmo potuto sconfiggerli facilmente. Quando arrivarono però non abbiamo subito intuito quanto il loro modo di fare potesse essere pericoloso. Al contrario cominciammo ad imitarlo, così, inconsciamente. Chi poteva immaginare che di lì a poco ci avrebbero sopraffatto?

Non ho paura. Sono solo preoccupato. Per il mio futuro, per quello dei miei, dei nostri figli. Per loro è ancora più difficile resistere, le tentazioni sono molto forti. Anch’io, nei momenti di incertezza e di sconforto, non so come comportarmi.

Qualche giorno fa qualcuno mi ha detto :

-“Non lo vedi che sei rimasto solo? Non sei stanco di combattere dalla parte sbagliata? Perché ti ostini? Diserta. Diventa uno di noi. Non è difficile, basta che ti lasci andare, che segui la corrente, che fai quello che vuoi, senza regole, in piena e totale libertà. Da noi non ci sono regole e non devi fare nessun sacrificio. Non soffrirai, anzi al contrario finalmente sarai felice perchè non dovrai rinunciare a nulla. Potrai lasciarti andare e così facendo, senza neppure volerlo, farai parte della nuova tribù, della nuova etnia. Anzi, se ci rifletti un po’, già ci fai parte”

Così mi disse ma allora non ho voluto credergli.

Oggi però è diverso; mi sono deciso: stasera diserterò anch’io. Non lo farò tutto in una volta, naturalmente. Sarebbe impossibile per me abituarmi alla nuova tribù. Lo farò poco alla volta ma ho deciso che comincerò stasera.

Ho incontrato la mia collega B. Mentre la sento parlare mi sembra che il tempo si sia fermato. Nella vita come nel lavoro, continua a comportarsi come se il mondo sia rimasto fermo a trent’anni fa. Tutto immobile. La gente cambia, il mondo cambia ma lei rimane ferma nelle sue convinzioni, che poi sino a stasera erano anche le mie.

Le dico che oramai sto passando anch’io dall'altra parte, che mi sento circondato e che ho deciso di mollare. Lei mi dice:

- “Non hai il diritto di rinunciare al tuo modo di vivere; continua per la tua strada; vedrai che qualcuno ti resterà accanto in questa tua scelta. Sai benissimo che sei, che siamo nel giusto ed è la storia dell’umanità che ce lo conferma. E poi, non saresti felice dall’altra parte. E neanche i tuoi figli, che ti somigliano troppo. Pensaci. Se è vero che è dura combattere in pochi contro la tribù, è anche vero che tu non hai scelta: tu hai una coscienza. Anche se disertassi non potresti mai essere felice, non ti adatteresti mai del tutto.”

Ho molto riflettuto sulle sue parole e devo dire che ha ragione.

L’unica considerazione veramente giusta è che, comunque vada, qualunque sia la mia scelta, non sarò mai completamente felice. Infatti se resto, probabilmente sarò sempre più solo, circondato, emarginato, forse costretto a scappare. Se diserto però sono sicuro che difficilmente potrò abituarmi ad una nuova esistenza. Non accetterei mai sino in fondo le nuove abitudini, né il linguaggio della nuova tribù e soprattutto resterei ancora più solo perchè lì ognuno pensa solo a sè stesso.

E allora tanto vale restare con i miei, cercare di resistere e combattere contro la tribù. Potrei addirittura provare a cambiare strategia, per esempio cercando di infiltrarmi tra le loro fila per convincere alcuni di loro a disertare, a passare dalla nostra parte. Spiegherò loro perché è giusto stare con noi, perché i nostri comportamenti meritano attenzione, perché, pur essendo difficile da sposare, alla fine la nostra scelta è quella vincente. Certo ci vorranno mesi, forse anni perchè i risultati arrivino ma la forza della nostra parola, del nostro fare, della nostra storia li convincerà. E se proprio non ce la dovessimo fare, preferisco finire i miei giorni in serenità, circondato da coloro che mi vogliono bene.


A questo punto il racconto si interrompe.
Secondo voi, come potrebbe concludersi la storia?
Aggiungete i vostri finali. Li pubblicherò in modo anonimo (se vorrete) al rientro dalla Polonia.
Un abbraccio a tutti voi e mi raccomando: fantasia al potere

10 commenti:

Fefèèèèèèèè ha detto...

sono il primooooooooooooooo ihihih prof in merito a qst cose nn sono bravissimo.. cioè sxo solo ke lei nn abbandoni il suo ideale xke ognuno di noi fa di tutto x mandare avanti il suo... a fanculo se la maggior partedella gente ne ha uno segua quello suo.. e poi proprio lei ha scritto il post sulla vacuita.. ecco esca 1 po dalla realta di qst periodo "evacui" la risposta la trovera solo stando a contatto cn lei stesso e basta.... cmq pof le ho lasciato 1 commento nel post precedente mi racc risp e sopratutto voglio saxe se è riuscito a decrittare qll frase a presto FeFé

G.Adragna ha detto...

Per fefè
ho decriptato la frase (6 un grande, ma mica tanto visto che ho avuto bisogno di aiuto). Riguardo questo post avrei gradito una bella frase di chiusura del racconto del tipo "e vissero tutti infelici e scontenti" per veder un pò come far finire la storia x poi dopo confrontare le differenti soluzioni.
Per qunto riguarda il commento precedente, vedo che sei rapido a mettere in croce la gente. Vacci paino, caro, prima di sparare addosso alla gente. A tutti i condannati a morte è concessa l'ultima sigaretta....
Aspetta e poi giudica.

Anonimo ha detto...

e continuarono a vivere....

fefe ha detto...

e vissero felici e contenti dato ke quel subbuglio si trasformo in felicita fatale x tutti...

Rita ha detto...

xkè ci deve essere x forxa un finale??una storia può anke restare cs secondo me...nn x forza c deve essere una fine

Anonimo ha detto...

Pensiero libero...lo dice pure il nome...quindi ad ognuno i suoi ideali...e poi se si ci pensa bene dovremo essere come le pecore?...tutte in branco seguendo la prima...ogni tanto una pecora nera fa bene...fa bene pensare con la propia testa...cmq il racconto finisce con lei che rimane dalla sua parte(giusta o sbagliata che sia)...a proposito...sono andrea bonaccorso...I AIN'T A BOY,NO! I'M A MAN AND I BELIVE IN THE PROMISE LAND!!!

Anonimo ha detto...

'This world is
so full of crap,
a man's gonna
get into it
sooner or later
whether he's
careful or not'.

Questa è una frecciatina a proposito della crisi dell'economia...Lo sapete come andrà a finire?
Solo i ricchi soffriranno...chi ha speso soldi in investimenti miliardari si ritroverà a dover far elemosina...mentre per la middle-class o la working class hero (chiamatela come volete), cambierà poco e niente...tutto sarà come prima per noi del ceto medio...forse anche meglio...torneremo a conservare i soldi sotto la "balata"...


Andrea Bonaccorso...

asu ha detto...

finisce che non è un vivere sereno.

le persone combattute così non hanno una vita interiore serena e mai l'avranno, ihmo.

chiara 5 c ha detto...

PROF MI CREDA...NON CAPISCO PERCHè SI FA TUTTI STI PROBLEMI ANZI PERCHè VOI GRANDI VE LI FATE...MI SEMBRA COSì STRANO E CURIOSO IL MONDO DEI GRANDI E SOPRATTUTTO DEI PROF...COSì FILOSOFI CHE STANNO IN UN MONDO TUTTO LORO...NO NO, NN SONO DACCORDO, SARò IGNORANTE MA NN CONCEPISCO TUTTO QUESTE GUERRE...SIAMO SOLO ESSERI UMANI E NON FACCIAMO PARTE DI 2 BLOCCHI FRONTEGGIATI PER COMBATTERE MA SIAMO UMANI CHE DOBBIAMO APPOGGIARCI, CONFRONTARCI E COMPLETARCI L'UN L'ALTRO;è OVVIO CHE OGNUNO HA LE SUE IDEE MA è APPUNTO PER QUESTO CHE IL MONDO è BELLO ED OGNUNO DI NOI è SORPRENDENTEMENTE DIVERSO...CMQ IO HO INTERPRETATO LA MASSA CHE AUMENTA SEMPRE DI PIù COME DEGLI STRONZI PERCHè SONO LORO QUELLI CHE AUMENTANO A VISTA D' OCCHIO;MA NON POSSIAMO FARCI NULLA PERCHè ANCHE LORO FANNO PARTE DELL' UMANITà E POI TUTTI, COMPRESA IO, SIAMO UN Pò STRONZI, CHI DI PIù CHI DI MENO MA SIAMO UMANI...POI SE PARLA DI POLITICA C'è DA FARE UN ALTRO DISCORSO CHE SE ESAMINATO è SIMILE A QUELLO CHE HO FATTO PRIMA...OGNUNO HA I PROPRI IDEALI E DI CONSEGUENZA FA PARTE DI DIVERSI PARTITI POLITICI;PERCHè CERCARE DI INFLUENZARE CHI è DIVRSO DA ME???? CHI LA PENSA IN MANIERA DIVERSA?????SAREI SOLTANTO UNA STUPIDA(ED è ANCHE PER QUESTO CHE NON LE RISP IN CLASSE QUANDO PARLA DEL "NANO MALEFICO" :-)
)CERTO CI SI PUò CONFRONTARE MA NON STRAVOLGERE LE IDEE DEGLI ALTRI CON PREPOTENZA E FORZA...CMQ LA SALUTE E VORREI UNA SUA RISPOSTA AL PIù PRESTO

ProfGiov ha detto...

Vedi quando parlo di politica o di altro, esprimo un punto di vista, di cui sono profondamente convinto. A proposito del "nano" penso che sia veramente il "male" per noi oggi.
Ma a questa idea ci sono arrivato non perchè me lo ha detto qualcuno o perchè i miei colleghi o amici la pensino così. No, per niente. Ci sono arrivato perchè penso di avere fato un approfondito percorso "critico" fatto di un'analisi della situazione in cui vivo in questi anni (naturalmente compatibilmente alle mie capacità di "leggere" la realtà).
A me dà fastidio quando invece la gente non va in fondo alle cose, non si pone delle domande, si rifiuta di cercare di "leggere" la realtà che gli sta incontro, si lascia trasportare dalla volontà degli altri. Solo questo mi fa incazzare. Non che ci siano opinioni diverse dalle mie. Mi sento "circondato" solo ed esclusivamente dall'ignoranza, dalla superficialità, dalla stupidaggine degli uomini che sono spesso "ciechi" e non vogliono distinguere le persone tra di loro.