martedì 4 marzo 2014

Disse il marito alla moglie:
"Dopo tanti anni che ti conosco ti accetto così some sei, con molta serenità!"
Qualche giorno dopo la moglie fu ritrovata all'interno del grande congelatore di casa, ridotta a pezzi. Accanto al congelatore, una grande accetta sanguinante.
Le parole hanno sempre un senso però bisogna vedere qual è quello giusto.
Ad esempio se vostro marito vi dice: "Amore sei tagliata per me!" allora cominciate a preoccuparvi!

domenica 10 febbraio 2013

Tutti pazzi al ministero

Quest'anno le lingue vanno alla grande all'esame di stato! Al Classico, all'ex Magistrale, ai Professionali e persino da noi, al Commerciale è uscita la lingua straniera. 
Da noi, in particolare, la cosa sembra essere particolarmente attraente. Infatti da quando esiste l'esame di Stato versione moderna, mai si era verificata la presenza di UNA sola lingua affidata ai commissari esterni. MAI! Nemmeno una volta! E allora che pensata hanno avuto al ministero? Prendo due e pago una! Ben due lingue contemporaneamente affidate ai commissari esterni. Che geniali che sono al Ministero!
Pochi minuti dopo la sua pubblicazione, mentre leggevo il tabulato del ministero, mi rifiutavo di crederci! Impossibile, mi sono detto, sarebbe come scommettere vincente la squadra del Capaci calcio in un'ipotetica sfida al Bernabeu contro il Real Madrid. Le quote sarebbero state, in entrambi i casi nell'ordine di 1 a 100! Come dire: risultato impossibile. E invece è accaduto!
Allora, riflettendoci su un po' più seriamente, viene da chiedersi: cui prodest? Perchè? Che messaggio si vuole lanciare? Si vuole dare un segnale sull'importanza delle lingue straniere, oppure si vuole testare la capacità e la bravura dei docenti di lingue?
Secondo il mio modesto avviso, si poteva procedere per gradi, cominciando con una sola lingua straniera, per evitare di mettere in difficoltà sia gli alunni che i docenti dando altresì l'opportunità alle commissioni di avere più margini per un esame più completo.
Un ennesima dimostrazione di incomptetenza del sedicente ministro "tecnico" Profumo. 

venerdì 17 agosto 2012

Cover Battisti

E' datato Lucio Battisti? Non direi. Personalmente lo lego agli anni della mia gioventù, gli anni '70 ma alcune ricerche fatte da me su Youtube mi fanno pensare che le canzoni di Battisti possono essere reinterpretate ed adattate alla nuova musica. Ve ne do 3 esempi.
Il primo vede il buon Nicolò Fabi alle prese con La Collina dei Ciliegi, un brano del 1973 pubblicato nell'album Il Nostro Caro Angelo
Fabi lo interpreta in un concerto dal vivo dell'estate del 2011 dandogli anche un lieve accento country.

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Diversa ma intrigante è l'atmosfera creata da Pier Cortese che reinterpreta Anima Latina del 1974  collaborando ad una raccolta della Social Band. Si potrebbe benissimo pensare ad un brano dei Negramaro o dei Tiromancino.

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La terza interpretazione è affidata al duo Luca Barbarossa e (soprattutto) Mario Biondi che, in un programma radiofonico, presentano il brano Prendila Così tratto dall'album Una Donna per Amico del 1978. Qui lo stile è tutto dettato dall'interpretazione di Mario Biondi che dà al pezzo una nuance jazzistica affascinante

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D'altronde lo stesso Lucio era ben avanti ai suoi tempi. La prova è un inedito del suo brano Il Nostro Caro Angelo (album del 1973). I toni sono qui vagamente house, ma intensi.

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lunedì 2 luglio 2012

Commissioni di esami

La commissione degli esami di Stato è composta da 7 membri: un presidente e tre membri esterni, designati dal Ministero e tre membri interni designati dal consiglio di classe.
Quale è il compito della commissione? Se si tratta di una scuola pubblica statale, a mio parere, la commissione deve solo "ratificare" quello che il consiglio di classe ha già deliberato in sede di ammissione. Deve, in buona sostanza, solo sbrigare la pratica esame senza eccessive "ingerenze" nel lavoro di valutazione svolto dal consiglio di classe alla fine dell'anno.
Qualcuno obietterà di sicuro: "E allora che ci stiamo a fare?  Perché spendere tutti questi soldi per nulla?"
E' ovvio che qui si discute di situazioni chiare e delineate. Si parla evidentemente di candidati che svolgono per intero e con un minimo di decoro, tutte le prove di esame mettendoci l'impegno dovuto. Scene mute o fogli in bianco non possono essere tollerati, evidentemente.
Escludendo questi casi-limite, la commissione quindi non può che confermare il lavoro fatto da colleghi che, nell'arco di un quinquennio hanno cercato di far raggiungere ai ragazzi gli obiettivi formativi e di contenuto delle differenti discipline.
Come può pensare la commissione, avendo a disposizione solo tre prove scritte e un colloquio orale, di avere una quadro chiaro e delineato di ciascun candidato? Come può pensare di giudicare non solo la performance dell'alunno (cosa assai difficile da fare in così poco tempo) ma anche il giudizio valutativo di un intero consiglio di classe?
Il giorno prima, allo scrutinio dei nostri alunni, ci battiamo come leoni per l'ammissione di cani e porci mentre, il giorno dopo, nella veste di commissario, all'improvviso ci trasformiamo in severi giudici togati.
Ricordino i commissari esterni e il presidente che essi stanno giudicando i loro "propri" alunni perché, volente o nolente, gli alunni degli altri o quelli nostri, piaccia o no, provengono dallo stesso sacco di farina.

martedì 17 aprile 2012

Sono disoccupato

Sono disoccupato e allora mi candido alle elezioni. 
Sembra una battuta da cabaret ed invece è la pura e santa verità. Molti si buttano in politica perchè non hanno niente da fare. 
E' un paradosso che nel momento in cui si parla di rifondare la politica, di abbaterne i costi e di renderla più "pulita" e meno corrotta, a Palermo siamo in controtendenza. 50% dei palermitani si candida e il restante 50% vota. Praticamente l'assalto alla diligenza!
Il meglio ha da venire, miei cari, non abbiamo ancora toccato il fondo.
Diceva il buon Lucio Dalla "e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino la finestra". In Grecia ci sono quasi. E noi? Siamo pronti alla guerra di trincea?

lunedì 7 novembre 2011

Alluvioni

Vorrei portare una mia piccola personale soluzione al problema del dissesto del territorio: aboliamo le facoltà di Geologia da tutto il territorio nazionale.
Meglio rimanere nel'ignoranza! Potremmo così prendercela con il destino avverso, con la sfortuna che ci perseguita!

venerdì 4 marzo 2011

Riposate in pace

L'ultima che mi è capitata è veramente comica, grottescamente comica.
Non so se vi è mai successo di recarvi, sicuramente per motivi poco piacevoli, presso l'ufficio del comune di Palermo preposto ai Servizi Cimiteriali della città ed allocato in via Lincoln nell'ex Palazzo Barone.
Di per sé l'approccio ai locali è quanto meno indicativo di come (non) siano gestiti i servizi pubblici in città. Appena messo piede nei locali della soi-disante reception trovi tre, quattro, cinque (o più) persone (l'accoglienza) che sono incaricati di indirizzarti presso l'ufficio più idoneo a risolvere il tuo caso. Sarebbero incaricati, si dovrebbe dire poiché alla domanda "Scusi dove devo andare per..?" loro ti rispondono con sicurezza: "Dovrebbe essere al secondo o al terzo piano; lei vada al terzo e chieda, casomai, a scendere tutti i santi aiutano!"
Seguo il suo consiglio e vado al terzo piano dove vengo stoppato da un semienergumeno il quale mi apostrofa: "Desidera". Ricomincio con la tiritera precedentemente licitata a piano terra ma quello non mi lascia concludere dicendo "No, non è qua. Vada al piano di sotto". Insisto: "Veramente non avevo finito di parlare". Replica scocciato. "Non è qua, le dico. Vada al piano di sotto". Mestamente guadagno le scale e scendo di un piano dove trovo un omologo dell'energumeno di sopra il quale mi arresta col solito marchio di fabbrica (fanno ore e ore di corsi di formazione per questo): "Desidera?". Reitero la mia pappina che, more solito, il de cuius non mi lascia finire: "Chi l'ha mandata?". Mi ripeto: "Mi hanno detto al terzo piano che devo venire qui". Pausa di riflessione. "Ma è sicuro?" continua il tipo? Resto alquanto interdetto: "Mah veramente!". Non mi lascia concludere. "Vada in fondo al corridoio e veda lei". Abbandonato a me stesso vago nei meandri degli uffici dove anime in pena mi incrociano con sguardi smarriti. Impiegati? Visitatori? Camerieri di bar? Non lo saprò mai.
In fondo al corridoio vedo due persone che sostano davanti ad una porta. Propongo l'ennesima richiesta che oramai ho quasi memorizzato come fosse l'unica battuta di una recita da oratorio.
Questa volta l'addetto sembra meno scortese del solito. Mi ascolta per "intiero" (direbbe la buon anima di Mike Bongiorno) poi mi dice: "Venga con me" e mi accompagna da un impiegato posto dietro uno sportello e gli spiega il fatto. Premetto che nell'ufficio siamo solo io, lui e l'usciere. Nessuno visitatore per un raggio di 100 leghe. L'impiegato fulmina con lo sguardo l'usciere poi alza gli occhi in direzione dell'orologio che segna ore 11 e45. L'ufficio chiude al pubblico alle ore 12 e 30. "All'ora di chiusura t'arricampi", dice scocciato all'usciere.
Alle ore 12 e 15 dopo mezz'ora di spiegazioni dettagliate l'impiegato riesce a capire di cosa si tratta, quindi mi dice: "La cosa è piuttosto lunga. Deve riempire questo modulo .". "Tutto qui?" faccio io. "Si, solo questo modulo, con alcuni dati, giusto per avere alcune informazioni." Un po' interdetto gli faccio."Ma lei mi ha detto che ci vuole molto tempo". "Per compilare il modulo ci vuole solo qualche minuto. E' l'iter burocratico che è molto lungo". Poi avvicinandosi a me, quasi a rivelarmi un segreto: "Sa, qui ai Servizi Cimiteriali ci sono molti tempi morti!"
E poi dicono che gli impiegati non hanno il senso dell'umorismo