sabato 17 ottobre 2009

Sempre a cavallo

Le mie moto

La prima fu una Vespa 50 Special 3 marce bianca, comprata quasi per intero con i miei soldi (mio padre ci mise circa 15.000 lire ma le altre 100.000 le sganciai io). Animale dai100 battaglie mi accompagnò dai 15 ai 19 anni.

Venne poi il Morini 3 e 1/2 sport che guidai chinato in avanti per tutti li anni dell'università e con il quale feci un viaggio con alcuni compagni e amici sino in Toscana (estate 1974), con relativa rovinosa caduta durante il viaggio di ritorno.



Passarono tanti anni durante i quali abbandonai le due ruote per le quattro. Poi, improvvisamente, per necessità e per amore, riemerse la passione.
Ricominciai come, la prima volta, con una vecchia Vespa 50 blu. Era, se non sbaglio, il 1996 o il 1997. Ci portavo entrambe le bambine a scuola (che incosciente!)



Nel 2000 o 2001 comprai la mia terza Vespa 50, ma era quella nuova, monomarce quattro tempi. Il mio intento era quello di insegnare a mia figlia grande a guidare la moto, cosa che regolarmente accadde, malgrado i tentativi di opposizione da parte di mia moglie, che però poi dovette cedere.



Nel 2006 decisi di fare il salto verso nuove cilindrate anche perchè le esigenze crescevano e volevo essere più comodo. Così acquistai in offerta un People Kymco 200 che in quel momento soddisfaceva le mie esigenze (in realtà cercavo una pedana piatta larga con 2 ruote attaccate per permettermi di fare la spesa con tranquillità). Il colore rosso era decisamente trendy ma non avevo avuto scelta: era l'ultima moto rimasta in concessionaria.



Nel settebre del 2006 acquistai la nuova moto a mia figlia, un'Aprilia Sport City 125 grigia, molto carina e scattante che utilizzai per dare i primi rudimenti alla mia seconda fliglia che, successivamente, nel 2008 prese la patente A


L'anno scorso, nel mese di novrembre, decisi che era giunto il momento di una nuova moto (per essere più sicuri ed evitare rischi mi sono ripromesso di non tenere per troppo tempo le moto). Questa volta ho acquistato uno Scaraboe 250 Aprilia grigio, scooter sicuramente più pesante degli altri e meno maneggevole in città ma che offre un migliore confort di guida. Tra il bauletto posteriore enorme che ho montato e il vano sottosella posso caricare la spesa tranquillamente anche se la pedana non è piatta.



Infine, il mese scorso, ho fatto un colpo di testa e, senza avvisare nessuno, ho deciso di cambiare il motore di mia figlia. Per lei ho scelto "democraticamente" il nuovo Scarabeo 125 i.e. del 2009, di colore blu, un piccolo gioiellino. Lei non sembra aver apprezzato molto anche se, col tempo, spero mi ringrazierà



Alla fine, conoscendomi, vi chiederete del perchè di questo lungo sproloquio. C'è un significato recondito, qualche doppio senso, un'ironia vaga e sottintesa? Mah! Chi lo può mai sapere?

lunedì 12 ottobre 2009

Scuola di politica

Da pochi giorni è stata inaugurata una scuola di politica sotto l'egida di un partito politico di grande rilevanza nazionale. Questa scuola intede proporre un approccio nuovo alla formazione traendo spunto dalle recenti innovazioni apportate, in questo ambito, da alcuni protagonisti della vita politica di oggi che si sono distinti per un nuovo modo di affrontare l'agone pubblico.
Visto il gran numero di richieste di adesione pervenute, la scuola si è dovuta attrezzare alla bisogna per potere avviare i richiedenti verso le differenti sezioni, onde consentire loro sia di sviluppare le proprie attitudini personali, sia di acquisire quelle competenze che oggi vengono ritenute indispensabili per un facile e fattivo inserimento nella vita politica nazionale.
Per rendere tale percorso più efficace e sbrigativo la scuola invita i nuovi corsisti a scegliere, in funzione delle proprie esigenze e/o aspirazioni, uno tra i profili professionali di uscita proposti nei quali lui stesso pensa di potersi più facilmente identificare.
Profilo 1: Sai sculettare, tenere desta l'attenzione di un pubblico adulto attraverso ammiccamenti anche facendo ricorso a atteggiamenti provocanti comprese pratiche sessuali di ogni genere, hai posato senza veli per un calendario? Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di ministro dell'Istruzione, del Turismo, della Famiglia.
Profilo 2: Disprezzi gli altri, sei di scarsa statura fisica e morale, sei pronto ad aggredire verbalmente gli altri con odio e sdegno anche e soprattutto laddove non vi sia una valida ragione, soprattutto se la persona oggetto dei tuoi attacchi svolge un impiego pubblico?
Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di ministro per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione
Profilo 3: Odi coloro i quali appartengono ad un'altra cultura e/o razza, salvo poi sfruttarli biecamente per fini personali, ti interessi solo dei tuoi piccoli interessi particolari non curandoti per niente di quelli generali, sconosci e/o interpreti in modo personale la storia del tuo paese?
Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di ministro degli Interni, della Giustizia, degli Esteri
Profilo 4: Ridi sempre per convenienza, non hai alcun peso nelle decisioni, sei dedito agli stupefacenti, sei particolarmente abile a sfuggire alle tue responsabilità, sei un vero incapace ? Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di sindaco
Profilo 5: Riporti solo idee di altri che interpreti, in apparenza, con impeto e partecipazione emotiva anche se in realtà non te ne frega proprio niente, non aggiungi alcunchè di personale a quello che dici, ti mostri sempre aggressivo nei confronti di coloro che non la pensano come il tuo capo, sei sempre assolutamente allineato a quanto affermato dal capo, nel tuo recente passato hai professato idee politiche diametralmente opposte a quelle che dici di professare oggi ? Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di Ministro dei Beni Culturali o a quella di portavoce
Profilo 6: Sei pregiudicato, fai delle affermazioni palesemente false e tendenziose salvo poi rimangiartele il giorno dopo accusando gli altri di non averti compreso, soffri del complesso di persecuzione da parte delle autorità giudiziarie, pensi che tutto ti sia permesso perchè affermi di avere un unanime consenso, sei sempre pronto ad aggredire verbalmente chi non la pensi come te, mistifichi abilmente la realtà, sei smoderatamente egocentrico, megalomane e dispotico, frequenti minorenni e donnine che dici di non pagare per prestazioni sessuali affermando altresì di avere una potenza sessuale non uguale, tratti le donne come oggetto? Tale profilo è particolarmente adatto a coloro i quali aspirano alla carica di Presidente del Consiglio

mercoledì 23 settembre 2009

Prosciutto sugli occhi

E' inutile, assolutamente inutile. Non c'è proprio nulla da fare. Per come va nno oggi le società occidentali non prevedo, almeno a breve termine, che si possa più tornare indietro a un'organizzazione sociale monoculturale e monorazziale. Essere una società multirazziale non solo è un dato di fatto ma persino un evento che difficilmente si può combattere (se proprio volessimo decidere di farlo), dato che molti degli occidentali non vogliono rinunciare a un ostile di vita in cui non si prevede l'uso della parola "sacrificio" se non quando riguarda gli altri, mai noi stessi.
La consequenza è quindi sotto gli occhi di tutti e solo uno stupido può non accorgersene. Di fronte alla multiculturalità l'unica soluzione possibile è l'assoluta laicità dello Stato che deve essere esplicata in tutte le sedi istituzionali pubbliche (scuole, ospedali, tribunali ecc.).
Ciò non significa rinunciare alla propria cultura, alla propria storia, affatto. Bisogna solo trovare le sedi adatte dove manifestare e socializzare la propria cultura lasciando alle strutture pubbliche la "sacralità" della laicità.
Questo atteggiamento forse eviterà, in un prossimo futuro, il sacrificio di vite umane .

venerdì 18 settembre 2009

Vive la différence!

Nell'edizione del 1990 del festival di Sanremo accadde un fatto straordinario. Ai concorrenti italiani vennero affiancati artisti di fama internazionale, giusto per consolidare le performance dei cantori italici. Tra gli ospiti illustri ci fu anche il grande Ray Charles, noto anche col nomignolo "The Genius". Il cantante, diventato cieco quando era adolescente a causa di una malattia, venne affiancato a Toto Cotugno, come dire far giocare in coppia Nadal e un giocatore di terza categoria vincitore del torneo di tennis di Pezzingoli, con montepremi una cassa di birra Castello di Udine.
Il buon Cutugno ce la mise tutta per cantare al meglio la canzone che lui stesso aveva composta. Poi venne il momento del vecchio cantante che all'epoca aveva 60 anni anche se ne dimostrava almeno 10 di più, forse a causa di una vità vissuta in modo un pò esagerato come direbbe il Vasco. Il risultato finale è nel filmato che segue. Le due performances si susseguono; non è necessario che voi ascoltiate per intero il brano cantato da Cutugno; una buona metà può bastare per capire come era stata concepita dall'autore il brano nella sua stesura originaria. Andate poi oltre il 4° minuto e assaporate, centellinandola, l'interpretazione di Ray Charles.


Partendo dalle stesse note (o quasi), arriviamo a due risultati opposti. Ma quello che più conta è l'emozione che l'interpretazione di Charles ci trasmette, facendoci sognare. E' come se Ray avesse rivoltato la canzone, come accade con un indumento double face, mostrando la faccia nascosta della musica. Le note, il ritmo, erano là ma l'interpretazione le ha personalizzate, incorporandole in uno stile unico, personale, emozionale. Una piccola magia fatta da "The Genius" che, come la fatina della fiaba, ha trasformato la piccola serva in una bellissima principessa.

sabato 12 settembre 2009

Préparez les mouchoirs

Preparate i fazzoletti!
Si riparte per una nuova cavalcata.
Tranquilli, in fondo si tratta solo di 200 giorni di scuola.
E poi, che dovrei dire io che dopo 30 anni di lezione, ancora non mi vogliono dare il diploma?

Colpo di coda

Ieri ricevo una telefonata dal mio amico G, quello della barca grande ma talmente grande che a poppa ha realizzato un campo di calcio a 11. Ebbene verso le 12 ricevo una sua chiamata e mi chiede se me la sentivo di accompagnarlo a fare un giro in barca: "Ci facciamo un bagnetto e poi ci arricampiamo" mi fa. Gli è dato di volta il cervello penso tra me e me; ero stato il giorno prima al Roosevelt, dove tengo la barca (piccola ma very piccola) e vi assicuro che il mare era veramente brutto. Gli chiedo se era sicuro che le condizioni del mare (o le sue mentali) permettessero un'uscita e mi fa: "Il mare è una tavola". Gli credo sulla parola e ci diamo appuntamento per le 14,00 anche per evitare di lasciarlo da solo visto che da un momento all'altro le condizioni del mare avrebbero potuto avere un'evoluzione decisamente pericolosa.
Comunque sia ore 14,30 lasciamo il porticciolo di Mondello dove lui (very più ricco di me) tiene il mostro; mare OK, abbastanza piatto ma sole latitante. Si va verso Capo Gallo e appena doppiato il faro scopriamo che dall'altra parte il mare è ancora più piatto. Da bravi maschietti, approfittando dell'assenza delle nostre rispettive consorti ci diamo alla velocita (e il mare lo consentiva davvero). In qualche attimo arriviamo all'isolotto là dove di solito il mare è un miscuglio torbido di correnti. Incredibile: oltre ad essere piatto il mare si presenta cristallino e trasparente, in assoluto il migliore della stagione, e ci consente di vedere il fondo là dove di solito la poseidonia e il vortice delle correnti impediscono di intravvedere i fondali. Nemmeno ci attacchiamo ai gavitelli, lasciando la barca allo scarroccio, ma quella sembra non accorgersene e resta lì quieta e placida mentre noi, tuffati in un'acqua al giusto frescolina, ce la portiamo a spasso come se fossimo tornati bambini nella bagnarola di casa.
Il sole continua a latitare, in lontananza si affaccia un fronte denso e scuro di nubi. Dai, si torna e di fretta se non vuoi buscarti la tempesta. Altra scorribanda a 40 nodi o giù di lì e torniamo in porto giusto in tempo per evitare il cataclisma che di li a poco si sarebbe scatenato su di noi.
Strano il mare. Soprattutto imprevedibile, nel bene e nel male. Ma bisogna saperlo cogliere nel momento giusto ed essere pronti a afferrare i suoi strani colpi di coda, pronti però a garantirti il ritorno. Si potrebbe dire "Carpe marem".

mercoledì 9 settembre 2009