Mi chiedo, mi domando e dico: è mai possibile che non ci sia alternativa a questa foga schizofrenica che ci prende tutti quanti prima di Natale?
Sono andato in giro (solo per pochi giorni a dire il vero) in scooter in questa bolgia schizzata che è la nostra città alla ricerca di qualche presente da mettere sotto l'albero (finto naturalmente).
Alla fine della fiera mi chiedo se il gioco valga la candela. Ci inquiniamo di traffico, di bile e di quant'altro per poi rientrare a casa con un senso di vuoto dentro.
E allora? Soluzione please!
Concretamente si potrebbe sfruttare le moderne tecnologie (si fa per dire) e ritornare ai pacchi (non quelli della TV naturalmente).
La mia figliola maggiore, ad esempio, compra una serie di stracchiolate (leggasi oggetti di non eccessivo valore commerciale) che le pervengono via corriere direttamente a casa. Ciò le consente:
1. di spendere relativamente poco;
2. di poter scegliere per tempo i regali e non all'ultimo momento,quando sei quasi obbligato a prendere quello che capita;
3. di vivere con relativa serenità i giorni precedenti al Natale!
Meditare gente, meditare!
venerdì 24 dicembre 2010
sabato 27 novembre 2010
Niente di nuovo sotto il sole
L'ultimo brano della coppia Dalla-De Gregori, Gigolo, ha origini lontane.
Grande successo in america degli anni trenta, è stato interpretato da una miriade di cantanti.
Nel link di sopra Lucio Dalla parla della nascita del brano anche se la storia del pezzo è un po' più complessa.
L'autore della melodia è un musicista italian,o un certo Leonello (detto Nello) Casucci che era un pianista di un orchestra di tango che scrisse il pezzo nel 1929 mentre si trovava in Germania con parole tedesche di Julius Brammer e titolo originale Schöner Gigolo interpretato da vari artisti tedeschi dell'epoca, tra cui Fritz Imhoff . Nello stesso anno la canzone venne tradotta e depositata anche in italiano con testo di Enrico Frati e cantata poi nel 1931 da Daniele Serra, un famoso cantante che ebbe un discreto successo durante il ventennio fascista. Pare che il testo, tradotto dal tedesco, riprenda una storia vera, accaduta in Germania durante la crisi del '27 durante la quale un ex ufficiale dell'esercito tedesco, per poter sopravvivere, fu costretto a riciclarsi come ballerino/gigolo nei tabarin dell'epoca.
Ma il vero successo il brano lo trovò sbarcando in america dove venne incisa, sin dal 1931 da un numero impressionante di interpreti (sia uomini che donne) tutti di un certo livello con il titolo Just a Gigolo e testo in inglese di Irving Caesar.
Nell'ordine si cimentarono nell'interpretazione:
Louis Armstrong (1931)
Bing Crosby (1931)
Ted Lewis (1931)
Irène Bordoni (1932) cantante francese di origine corsa che interpreta il brano come colonna sonora del film animato Betty Boop
Raymond Scott (1939)
Louis Prima (1945)
Wild Bill Davison (1948)
Les Brown (1949)
Thelonious Monk (1963)
Marlene Dietrich (1978) colonna sonora del film tedesco Schöner Gigolo, armer Gigolo
The Village People (1979)
David Lee Roth (1985) cantante dei Van Halen
Lou Bega (2001)
Nel dopoguerra in Italia il testo della canzone fu riscritto da Bruno Pallesi che sostituì quello originale di Enrico Frati.
Digitando le parole 'Just a gigolo' su You Tube si ottengono 3990 link, su Google 439.000 risultati, non tutti riferibili alla canzone, naturalmente.
Chissà se il buon Nello Casucci, al momento di scrivere quella melodia, avrebbe mai potuto immaginare del grande successo di popolarità che avrebbe raccolto la sua musica in giro per il mondo. Se ne accorse sicuramente dopo, nel corso della sua lunga esistenza, perchè si spense nel 1975 all'età di 90 anni.
Come si vede la musica attraversa le stagioni ed è sempre possibile contestualizzarla.
Dimenticavo di dire che Louis Prima, forse il più famoso interprete del brano (almeno in america), utilizzò parte del testo del suo maggiore successo quale epitaffio per la sua tomba:
« "When the end comes
Grande successo in america degli anni trenta, è stato interpretato da una miriade di cantanti.
Nel link di sopra Lucio Dalla parla della nascita del brano anche se la storia del pezzo è un po' più complessa.
L'autore della melodia è un musicista italian,o un certo Leonello (detto Nello) Casucci che era un pianista di un orchestra di tango che scrisse il pezzo nel 1929 mentre si trovava in Germania con parole tedesche di Julius Brammer e titolo originale Schöner Gigolo interpretato da vari artisti tedeschi dell'epoca, tra cui Fritz Imhoff . Nello stesso anno la canzone venne tradotta e depositata anche in italiano con testo di Enrico Frati e cantata poi nel 1931 da Daniele Serra, un famoso cantante che ebbe un discreto successo durante il ventennio fascista. Pare che il testo, tradotto dal tedesco, riprenda una storia vera, accaduta in Germania durante la crisi del '27 durante la quale un ex ufficiale dell'esercito tedesco, per poter sopravvivere, fu costretto a riciclarsi come ballerino/gigolo nei tabarin dell'epoca.
Ma il vero successo il brano lo trovò sbarcando in america dove venne incisa, sin dal 1931 da un numero impressionante di interpreti (sia uomini che donne) tutti di un certo livello con il titolo Just a Gigolo e testo in inglese di Irving Caesar.
Nell'ordine si cimentarono nell'interpretazione:
Louis Armstrong (1931)
Bing Crosby (1931)
Ted Lewis (1931)
Irène Bordoni (1932) cantante francese di origine corsa che interpreta il brano come colonna sonora del film animato Betty Boop
Raymond Scott (1939)
Louis Prima (1945)
Wild Bill Davison (1948)
Les Brown (1949)
Thelonious Monk (1963)
Marlene Dietrich (1978) colonna sonora del film tedesco Schöner Gigolo, armer Gigolo
The Village People (1979)
David Lee Roth (1985) cantante dei Van Halen
Lou Bega (2001)
Nel dopoguerra in Italia il testo della canzone fu riscritto da Bruno Pallesi che sostituì quello originale di Enrico Frati.
Digitando le parole 'Just a gigolo' su You Tube si ottengono 3990 link, su Google 439.000 risultati, non tutti riferibili alla canzone, naturalmente.
Chissà se il buon Nello Casucci, al momento di scrivere quella melodia, avrebbe mai potuto immaginare del grande successo di popolarità che avrebbe raccolto la sua musica in giro per il mondo. Se ne accorse sicuramente dopo, nel corso della sua lunga esistenza, perchè si spense nel 1975 all'età di 90 anni.
Come si vede la musica attraversa le stagioni ed è sempre possibile contestualizzarla.
Dimenticavo di dire che Louis Prima, forse il più famoso interprete del brano (almeno in america), utilizzò parte del testo del suo maggiore successo quale epitaffio per la sua tomba:
« "When the end comes
I know
They'll say
Just a gigolo
As life goes on
without me" »
They'll say
Just a gigolo
As life goes on
without me" »
venerdì 26 novembre 2010
Questione di stile
Settimane addietro ronzava in tele (e nella mia testa) uno spot dell' I-phone 4 la cui colonna sonora era costituita da un pezzo cantato da Louis Armstrong. Piccola ricerca sulla rete. Esiti della ricerca: trattasi di un famosissimo pezzo (almeno negli usa) scritto, alla fine degli anni '20 del secolo scorso, da un tris di autori, certi Shay-Fisher - Goodwin Mi ha molto stupito il fatto che questo pezzo, a me del tutto sconosciuto, è stato coverizzato nel corso degli anni da una miriade di interpreti di cui traccio una lista non esaustiva: Seger Ellis - 1928 Louis Armstrong - 1929 (re-recorded 1932 & 1956) Ted Wallace & His Campus Boys - 1930 Jimmy Noone & His Jazz Band (vocal: Georgia White) - 1930 Cab Calloway & His Orch. - 1934 Teddy Wilson & His Orch. (vocal: Billie Holiday) - 1937 Red Norvo Orch. - 1940 Woody Herman's Second Herd - 1948 Erroll Garner - 1959 Doris Day - 1960 Barbara Long - 1961 Jessie Powell - 1961 Billie Poole - 1961 Andy Williams - 1963 Eddie Condon - 1964 Altre performance anche da Billie Holiday; Frankie Laine; Benny Goodman; Louis Prima; Betty Johnson; Cliff Bruner & The Texas Wanderers; Lester Young; Dean Martin; Benny Goodman; Jack Teagarden; Jimmy Nelson; Art Pepper; Peggy Cone, fino ad arrivare a Michael Boublè.
Cliccando sui nomi linkati vi potrete ascoltare alcune interpretazioni anche se, a mio parere, la scelta dei pubblicitari resta quella più azzeccata.
Questione di stile ma buon Satchmo non mente
Cliccando sui nomi linkati vi potrete ascoltare alcune interpretazioni anche se, a mio parere, la scelta dei pubblicitari resta quella più azzeccata.
Questione di stile ma buon Satchmo non mente
domenica 31 ottobre 2010
Scarroccio e deriva
Traggo da un blog specializzato in tracciatura di rotte per imbarcazioni:
"Lo Scarroccio e la Deriva sono gli effetti rispettivamente prodotti dal vento e dalla corrente sulla traiettoria della nave.
In assenza di questi elementi perturbatori la nave si sposta seguendo la direzione della sua prora e con una velocità pari a quella del suo propulsore."
Da qui una mia perplessità: perchè, metaforicamente parlando, si dice "andare alla deriva" e non andare allo scarroccio? Mistero!
Eppure se oggi dovessi parlare della situazione italiana, quella che viviamo di questi tempi, più che alla deriva mi sembra che la nostra nazione sia proprio trascinata da un vento di bufera.
Lasciarsi portare dalla corrente può anche essere piacevole e personalmente, qualche volta, l'ho pure sperimentato, spegnendo il motore della mia imbarcazione e lasciandomi trasportare. Ma quando arriva il vento cominciano i problemi anche perchè subito dopo arriva il mare e lì non si scherza.
"Lo Scarroccio e la Deriva sono gli effetti rispettivamente prodotti dal vento e dalla corrente sulla traiettoria della nave.
In assenza di questi elementi perturbatori la nave si sposta seguendo la direzione della sua prora e con una velocità pari a quella del suo propulsore."
Da qui una mia perplessità: perchè, metaforicamente parlando, si dice "andare alla deriva" e non andare allo scarroccio? Mistero!
Eppure se oggi dovessi parlare della situazione italiana, quella che viviamo di questi tempi, più che alla deriva mi sembra che la nostra nazione sia proprio trascinata da un vento di bufera.
Lasciarsi portare dalla corrente può anche essere piacevole e personalmente, qualche volta, l'ho pure sperimentato, spegnendo il motore della mia imbarcazione e lasciandomi trasportare. Ma quando arriva il vento cominciano i problemi anche perchè subito dopo arriva il mare e lì non si scherza.
sabato 19 giugno 2010
Chi tardi arriva bene alloggia
Sono scooterista da quando avevo 15 anni cioè da circa quarant'anni e ne ho visto, e ne vedo ancora, di cotte e di crude circolando per le strade intasate e perigliose di Palermo, la mia città.
Da noi l'uso della moto (e in particolare dello scooter) è piuttosto diffuso sia per far fronte a una circolazione particolarmente caotica, sia per la mitezza del nostro clima (che di recente, però è molto meno mite di prima) che consente l'uso delle due ruote praticamente per tutto l'anno.
Certo la guida dei centauri nostrani non è proprio da manuale e spesso i giornali riportano notizie di incidenti gravi, talora anche mortali, che coinvolgono proprio i guidatori delle due ruote (quasi sempre di sesso maschile).
Noi scooteristi, in particolare, ci sentiamo sempre sicuri di noi e, novelli Valentino Rossi, sfrecciamo impavidi tra le auto senza pensare ai rischi che si possono correre. Quando, per esempio, passiamo nei pressi di un incidente nel quale è coinvolto un nostro "collega" pensiamo tra noi: "a me questo non succederebbe mai". Salvo poi andarci a "stimponiare" (leggasi "intipare", "dare la funcia") 100 metri più oltre.

La nostra presunzione è veramente proverbiale. Se per caso ci si trova a procedere dietro un altro nostro "simile", come prima cosa ci mettiamo a tampinarlo da presso pensando: "talè chi niegghia; ancora cà si? Nca io fussi arrivato a Munnieddo" pur trovandoci naturalmente a Ponte Ammiraglio.
Lo sooterista poi ha sempre fretta. Ha fretta per vocazione, per contratto, per abitudine, anche quando non ha un cazzo da fare. E' talmente abituato ad andare di fretta che corre anche quando deve posteggiare lo scooter nel box. Per questo motivo, quando si trova immerso nel traffico caotico della nostra città, pianifica il suo percorso, facendo uno studio imediato della situazione per trovare quella che è per lui la corsia più rapida per districarsi tra le auto. Il semaforo allora diventa per lui un ostacolo inatteso ed è causa sempre di grande incazzamento perchè interrompe il flusso di continuità del suo procedere, che vorrebbe continuo. Di fronte ad un semaforo rosso allora si comporta secondo delle regole ben precise: se ha particolarmente fretta il colore del semaforo gli è assolutamente indifferente per cui passa comunque. Se invece lo scooterista è particolarmente ligio (si fa per dire) alle regole, supera tutta la fila delle macchine, da destra o da sinistra andandosi così a collocare davanti la prima macchina. E se csopraggiunge un altro scooterista? Niente paura: questi si piazzerà tranquillamente davanti al primo. E se dovesse sopraggiungerne un un terzo, poi un quarto e così via, la regola è sempre la stessa: l'ultimo che arriva passa in testa . E' una sorta di stratificazione che ha una sua utilità investigativa: si può capire chi è arrivato prima e chi è arrivato ultimo al semaforo con grande facilità
Quando gli scooter fermi davanti al semaforo diventano numerosi, il primo dell gruppo rischia di trovarsi piazzato a metà dell'incrocio trovandosi così in una situazione di pericolo. Il guidatore , quindi è "costretto" a passare lo stesso anche se il semaforo è ancora al rosso. A una tale reazione ecco che scatta l'effetto "branco" per cui il secondo scooterista penserà immediatamente tra sè "e io chi sugnu, figghibuttana?" e da'rà immediatamente una bella strizzata all'acceleratore, trascinando appresso a sè tutta la fila degli attendenti. Se poi per qualche strano caso, quasi impossibile a dire il vero, qualche "fissa" dovesse restare ad aspettare lo scattare del verde, questo povero "Cristo" viene subbissato da colpi di clacson e da improperi vari del tipo "chiffà si uorbo? Passa scimunito: unnnu viri ca e rosso?"venerdì 23 aprile 2010
Coincidenze?
Alcuni post fa cazzeggiavo a proposito del cambio da me fatto del mio santo di riferimento. Da due anni festeggio (si fa per dire) il mio onomastico non più il 24 giugno ma il 16 maggio data della morte di san Giovanni Nepomuceno, santo di serie B festeggiato soprattutto nell'Europa Orientale.Facendo delle ricerche sulla città di Praga ho potuto appurare che il santo è protettore dei barcaioli o più in generale dei viaggiatori sull'acqua. Una sua statua si trova sul ponte Carolus a Praga, mentre un'altra la si può ammirare (vedi foto) nei pressi del Castello Sforzesco a Milano!
E io che c'entro? Mio nonno si chiamava così! Tout simplement!
Osservando la mia foto in basso capirete come questa scelta, a suo tempo apparentemente immotivata, abbia ora una sua ratio. Sono semplici coincidenze o premonizioni? A voi decidere.
E io che c'entro? Mio nonno si chiamava così! Tout simplement!
Osservando la mia foto in basso capirete come questa scelta, a suo tempo apparentemente immotivata, abbia ora una sua ratio. Sono semplici coincidenze o premonizioni? A voi decidere.
domenica 4 aprile 2010
Foxy John
Ascoltate bene questo breve filmato tratto da una delle tante puntate di Ballando con le Stelle.
La persona che legge i voti con quella inflessione americana si chiama Foxy John.
Ora, di fronte a queste performance mi pongo due domande:
1. Quanto guadagnerà questo signore per fare 4 o 5 interventi in 2 ore di spettacolo? 1000, 2000 euro? E' una cifra fissa o varia in funzione della lunghezza del numero?
2. Non si poteva trovare, nel variegato mondo dello spettacolo,un giovane nostrale, magari con una inflessione dialettale piuttosto marcata, che si occupasse della bisogna? Con tutti i disoccupati che ci sono in giro? Magari un cassintegrato di Termini Imerese o della Apcoa!
Ho visto recentemente lo stesso tipo di programma nella TV inglese. Ebbene là non ho trovato nessuno che scandisse i punteggi delle votazioni in smaccato accento palermitano: Rrobbin uigliams: triiii; Babbara Ssstreisanda: ruiiii; Gionni deppi: cincuuuu.
Lo sapete come si chiama questo: provincialismo.
La persona che legge i voti con quella inflessione americana si chiama Foxy John.
Ora, di fronte a queste performance mi pongo due domande:
1. Quanto guadagnerà questo signore per fare 4 o 5 interventi in 2 ore di spettacolo? 1000, 2000 euro? E' una cifra fissa o varia in funzione della lunghezza del numero?
2. Non si poteva trovare, nel variegato mondo dello spettacolo,un giovane nostrale, magari con una inflessione dialettale piuttosto marcata, che si occupasse della bisogna? Con tutti i disoccupati che ci sono in giro? Magari un cassintegrato di Termini Imerese o della Apcoa!
Ho visto recentemente lo stesso tipo di programma nella TV inglese. Ebbene là non ho trovato nessuno che scandisse i punteggi delle votazioni in smaccato accento palermitano: Rrobbin uigliams: triiii; Babbara Ssstreisanda: ruiiii; Gionni deppi: cincuuuu.
Lo sapete come si chiama questo: provincialismo.
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