giovedì 3 dicembre 2009

PP

"Scappa, scappa" mi suggerisce un collega a voce bassa mentre mi supera di corsa. Un altro invece mi fa "Ancora qui stai? Che aspetti?".
Sono interdetto. Giungo all'uscita mentre a destra e a manca i colleghi mi doppiano come presi da fretta improvvisa e gli usceri mi guardano con uno strano sorrisetto sulle labbra. Ma che cavolo hanno tutti quanti?
Mi sento chiamare e prima ancora di essermi girato del tutto: "Visto che...". Troppo tardi! Ho capito ma oramai è troppo tardi. Quando qualcuno ti chiama e inizia la frase con "Visto che, siccome, poichè, giacchè, dato che, considerato che", sta usando, secondo la grammatica italiana, una congiunzione subordinativa che introduce una proposizione causale ma in realtà sta introducendo una cosa diversa da una proposizione e ti sta causando quindi un leggero slabbramento dello sfintere anale.
Sono sicuro che il personaggio di cui vi sto per parlare è conosciuto ovunque perchè laddove c'è un gruppo di persone che lavora insieme, là opera il "passagista professionista".
Definizione: chiamasi passagista professionista il o la collega che sprovvisto da sempre di mezzo privato di trasporto e quindi anche di patente chiede regolarmente il passaggio per recarsi al lavoro e/o per tornare a casa, evitando deliberatamente l'uso dei mezzi pubblici.
Il passagista professionista (che da ora in poi per brevità chiamerò PP) è un personaggio che potrei definire senza alcuna smentita, meticoloso, preciso, subdolo, implacabile, soverchiante, ineluttabile, perverso, ingrato e assolutamente insensibile.
Al secondo giorno di lavoro, dopo le vacanze estive, il PP conosce l'orario di tutti i colleghi che ha appuntato in un taccuino che porta sempre con sè ma di cui non avrebbe bisogno in quanto lo conosce già a memoria. Quindi ti affronta deciso non chiedendoti "Mi daresti un passaggio?" ma imponendoti un "Dato che stai tornando a casa dammi uno strappo". Ti conosce bene, sai che hai un carattere accondiscendente, che ti viene duro dire di no quindi va sul sicuro.
Nel corso degli anni precedenti, inoltre il PP ha raccolto tutte le notizie che gli interessano su tutti quanto i suoi colleghi e cioè:

- indirizzi di casa (anche residenze estive)
- percorso stradale feriale principale e secondario
- composizione del nucleo familiare e eventuale localizzazione del luogo di lavoro e/o di studio di ogni membro della famiglia
- localizzazione delle principali attività commerciali frequentate dalle vittime, compreso medico di base e dentista
- usi e costumi familiari, perversioni sessuali e altro
- ogni quant'altra informazione può essergli utile al suo scopo.
Ma come fa il PP ad avere questi dati? Si rivolge a Tom Ponzi? Mette delle microspie? Corrompe cameriere, badanti? Niente di tutto questo. Siete stati proprio voi a dargliele quelle informazioni. Quella volta che vi si è avvicinato dicendovi di non trovarsi bene col proprio dentista e voi avete tessuto le lodi del vostro fornendogli naturalmente nome e cognome e indirizzo, oppure quell'altra volta che vi ha chiesto come va vostra figlia scuola, ebbene da questi brevi colloqui ha ricavato informazioni preziose su di voi, sui vostri usi, costumi e abitudini.
Il suo database è sempre aggiornato e ricco di informazioni che riceve da inconsapevoli e incolpevoli fornitori; di lui invece non si sa quasi nulla se non le sue disgrazie partendo da mamma novantenne convivente che lo vessa quotidianamente, continuando con malattie varie che gli impediscono di deambulare normalmente, per concludere con lutti recenti che lo affliggono con la regolarità di un 5+1 al superenalotto.
Il PP è subdolo e abitualmente si posiziona in modo da tenere d'occhio i punti strategici di uscita per poter bloccare in tempo la sua vittima. Non cercate di sfuggirgli perchè è quasi impossibile. Una collega cercò la fuga utilizzando le scale antincendio ma il PP lo attendeva ai piedi delle stesse: aveva dato un'occhiata al monitor di servizio del portiere!
Circola clandestinamente un calepino pubblicato da un collega e venduto a ben 10 € la copia il cui titolo è "Le 101 scuse per sfuggire la passagista professionista", ma non sempre si ha l'accortezza di organizzarsi tra colleghi per cui una volta ben 25 colleghi dichiararono di dover andare all'aeroporto a prendere il figlio di ritorno da un viaggio in Kenia.
Allora qualcuno si attrezza come può. Di tanto in tanto qualcuno arriva con un trolley affermando di dover passare il week-end a Roma (e passerà lo stesso week-end a prepararsi sugli avvenimenti accaduti nella capitale perchè il PP lo interrogherà certamente il lunedì per sapere cosa avrà visto d'interessante); so di un collega che posteggia ogni giorno la vettura in una traversa laterale dove lascia incatenata una vecchia bicicletta femminile (così da non poter far montare nessuno sulla canna) con la quale raggiunge poi il posto di lavoro.
Ha un cuore il PP? Molti ne dubitano. Intanto non solo non molla mai l'osso ma si incazza pure se per caso perdete tempo o sostate a parlare con un collega. Si posiziona nei dintorni e batte nervosamente e ritmicamente due dita sul quadrante del suo orologio per farvi intendere di sbrigarvi. E' poi sprovvisto di qualsiasi senso di riconoscenza nei confronti delle sue vittime e si comporta come se tutto gli fosse dovuto. Mai che faccia la parte di metter mani al portafoglio e ti chieda di contribuire alle spese della benzina , nè che per il tuo compleanno (data che conosce perfettamente a memoria e che fa finta di scordare) ti faccia un piccolo presente. Casomai il contrario. Spesso dice di aver scordato il portafiglio per cui chiede in prestito una cifra irrisoria (50 €) che però regolarmente dimentica di restituire.


2 commenti:

Jimma ha detto...

..della serie..Si dice il peccato e non il peccatore oppure prima lancia la pietra e poi ritira la mano..???Solo per sepere il PP qui est?

ProfGiov ha detto...

Ce ne sono almeno 2 a scuola da noi ma nn sono stati docenti tuoi per cui nn li conosci.