domenica 29 novembre 2009

Raccolta punti

La mia inclita collega ILP è un'integralista politica, post sessantottina oramai attempata, che si ostina a credere all'importanza della lotta e dell'impegno svincolati da qualsiasi interesse personale. Praticamente una pazza scatenata oppure, se la si vede da un'altra ottica, un'animale in via d'estinzione tipo panda, tartaruga marina o altro.
Partecipa attivamente a riunioni, congressi, summit, convegni, segreterie di partito, forum, tavole rotonde, quadrate, rettangolari, coordinamenti, comitati, assemblee, raduni e qualsiasi altro tipo di incontro che abbia qualche argomento che la possa interessare.
L'altra volta mi ha confessato di aver seguito un incontro i cui coordinatori, seduti come sempre accade dietro ad un tavolo, erano in numero nettamente superiore a quello dei presenti in ragione di 4 a 2 (infatti oltre la mia collega ILP, c'era l'altra mia collega BG, per la serie Gianni e Pinotto).
E' talmente attenta a tutte le occasioni che ultimamente ha partecipato a:
- riunione contro la privatizzazione dell'acqua gasata
- 4 assemblee sindacali (metalmeccanici, coldiretti, commercialisti pakistani e ammaestratori di condominio cinesi)
- coordinamento precari dei portantini dell'ospedale di Corleone
- segreterie politiche di Rifondazione Comunista, PDC, CI, PD, IDV,CCT, BOT e BTP
- presentazione del libro: "La presenza dei comunisti nelle attuali amministrazioni locali siciliane", composto da ben 400 pagine, tutte rigorosamente bianche tranne l'ultima che è l'indice.
- tavola rotonda sul tema: "La politica e l'onestà: esempi edificanti di amministratori della cosa pubblica in Sicilia nel 2009" (il relatore si è dilungato in una prolusione di ben 27 secondi, ma se fosse stato meno prolisso se la sarebbe ampiamente cavata anche con 8 secondi e mezzo)
- conferenza sul tema "Quale futuro per i nostri giovani in Italia?" nel quale si è dibattuto per ben 3 ore e mezza su cosa cosa sia opportuno che i nostri figli mettano dentro la valigia prima di lasciare per sempre il Bel Paese.
Siccome le mancava l'ultimo bollino mi ha detto che prossimamente parteciperà al raduno denominato C.C.C.C.C e cioè Comuniste Cinquantenni Calzanti Calzature Comiche, da lei stessa organizzato e che si svolgerà all'Auditorium di Roma, quello di Renzo Piano. Ma ha solo un dubbio: la sala principale sarà sufficiente a contenere tutte le partecipanti?

sabato 28 novembre 2009

Bricolage



Dopo alcuni anni ho ripreso col bricolage. L'ultima mia creazione è uno splendido (si fa per dire) mobiletto per stereo e affini. Se volete mi potete commissionare alcuni mobili, se proprio ci tenete! Ma ci dovete tenere proprio molto!

lunedì 23 novembre 2009

Guida sicura 3

Esistono durante la mattina, delle fasce orarie per quanto riguarda il traffico. Basta essere un pò osservatori per scoprire che è facile classificare i conducenti a seconda delle ore di uscita da casa e attribuire un colore di pericolosità a ciascuna fascia.
Ci sarebbe una antefascia oraria composta da quelli che escono prima per arrivare in orario al lavoro e che di solito arrivano a destinazione prima delle 7 e 30 del mattino. Il numero dei fruitori di tale fascia oraria è in continua diminuzione perchè composta per lo più da persone che preferiscono rinunciare ad una parte del loro tempo libero pur di evitare code, ingorghi, sangue marcio e fegato spappolato. Una volta queste persone erano quelle "normali", attenti al rispetto delle regole, disposti anche a rinunciare a qualcosa pur di essere puntuali in ogni circostanza. Oggigiorno queste persone sono sempre più rare in quanto tutti siamo sempre più o meno in ritardo, più o meno schizzati, più o meno incazzati col mondo sin dalle prime ore del giorno e non sappiamo cosa significhi la parola "rinuncia".
Dopo questa antefascia che definirei verde, si passa alla prima vera fascia che va dalle 7 e 30 alle 8 e 30 circa. E' la fascia "abitata" dalla maggior parte dei conducenti di autovetture che sono però quasi tutti in ritardo. Tutti o quasi nutrono sempre la medesima vana speranza e cioè quella di uscire di casa almeno 15 minuti prima, cosa che regolarmente non accade e non solo per fatti che dipendono dalla propria volontà. Questa tipologia di conducenti la si può definire col temine di "collocatori" in quando sono incaricati di collocare i figli a scuola. Di questi alcuni proseguono per il lavoro (e sono la maggior parte) mentre pochi (o meglio poche) non hanno un cazzo da fare perchè sono quasi tutte casalinghe e quindi hanno un'andatura molto pacata e soprattuttono sfruttano il tempo macchina per un feed-back mattutino rivolto ai figli che da loro sono letteralmente tempestati di domande del tipo:
- Hai ripassato la storia? (chissà perchè è sempre la storia che bisogna ripassare mai Geografia o Inglese)
- Hai preso la merenda? (in realtà trattasi di almeno un pacco 8 merendine)
- Hai preso i 5 euro per il panino della ricrerazione (mischino u picciriddo è spitittato)
- Hai preso l'acqua? (bottiglia da 1 litro e 1/2 con piccolo thermos portatile)
- Hai il telefonino? Mi raccomando non staccare mai il telefonino... anche se la prof ti dice il contrario perche quella buttanazza il suo lo tiene sempre acceso!
Segue poi la sfilza delle raccomandazioni.
Naturalmente mentre la signora si dedica a questa attività pre-didattica, dietro c'è una coda di almeno 25 autovetture tutte strombazzante (che lei regolarmente non sente o fa finta di non sentire) guidate per lo più da padri pseudolavortori che non solo devono accompagnare i figli a scuola ma anche cercare di timbrare in tempo il cartellino per poter poi comodamente andare al bar con i colleghi a fare colazione.
A questa fascia che definirei arancione (non proprio rossa) perchè potenzialmente pericolosa ma non troppo, succede, dopo una breve pausa, la fascia delle 9,00, 9 e 30 composta prevalentemente da persone anziane, per lo più pensionati di cui ho già trattato nel post Guida sicura 1. Questi procedono lentamente, con una guida assolutamente imprevedibile e talvolta li si potrebbe scambiare per guidatori britannici in quanto hanno tendenza ad invadere la corsia opposta.

sabato 21 novembre 2009

Influenza suina

"Il bambino sta male, il bambino sta male!"
Lascia tutto in asso, compresa pentola sul fuoco, afferra il primo soprabito che indossa sul gremhbiule, scende di corsa le scale dal 12° piano rischiando varie volte di cadere perchè calza le ciabatte, rischia di travolgere il portiere uscendo.
"Il bambino sta male, il bambino sta male!!"
Prende l'automezzo, riesce a stento a non arrotare nell'ordine vecchietta su strisce pedonali, giovane donna che spinge carrozzella con bambino, bicicletta con giovane studente, corteo funebre.
"Il bambino sta male, il bambino sta male!!!"
Arriva davanti la scuola lascia l'automezzo con lo sportello aperto, il motore acceso, sale le scale a quattro alla volta.
"Il bambino sta male, il bambino sta male!!!!"
In realtà trattasi del "bambino" Manuel Badalamenti di anni 18 iscritto per la terza volta alla prima classe della scuola superiore ("i prufissuri ci l'anno cu iddu, mischino"), dimensioni 100 cm di altezza 120 di larghezza e 50 di profondità, stazza esattamente uguale al traghetto per Ustica .
Il "bambino" giace inerte la testa poggiata sul banco, seduto sulle sue due solite sedie (una non ce la fa a contenerlo).
"U picciriddu" è stato gentilmente depositato la mattina stessa dalla madre con apposito automezzo (un carro attrezzi comprato di seconda mano dall'ACI) alle ore 8.15 in anticipo di 15 minuti sul solito ritardo visto che, more solito, si è susuto alle ore 7 e 35, al terzo cato d'acqua svacantato sulla faccia da parte della madre, avendo appena 4 ore di sonno sulle spalle per aver giocato sino alle tre e mezza con la "pleistescion" (durante la prima mezzora a computer spento i pollici di Manuel continuavano a roteare da soli come la coda di una lucertola quando la si taglia). Depositato in fretta e furia dalla madre non ha avuto nemmeno il tempo ("mischino") di fare colazione (d'altro canto ci vorrebbe almeno un'ora abbondante per fargliela fare) anche se la signora regolarmente provvede alla bisogna "farcendo" il suo zainetto con soliti diminutivi (mottini, arancini, cioccolatini, panini, crostini) e vezzeggiativi (pizzette, sfincionelli, panelle, cazzille) che lo stesso comincia ad "azzannare" di nascosto dai prof a partire dalle ore 8 e 30, giusto dopo essersi acculacchiato sulle sue due comode sedioline. D'altro canto la madre è costretta a riempirgli lo zainetto di queste prelibatezze. Una sola volta che se lo scordò successe il finimondo in quanto il povero Manuel alle ore 8 e 27 aveva già abbondantemente azzannato il compagno di banco scambiandolo per una Girella Motta.
Durante la ricreazione, poi, il povero Manuel non sa dire di no a due panini con panelle e a uno con la meusa che il panellaro della scuola (che verifica il raggiungimento della giusta temperatura dell'olio di frittura sputandoci dentro per vedere se fa le bolle) smercia con grande successo. Il tutto annafffffffiato da due ottimi bicchieri di cioccolata della macchinetta.
Ora la mappazza giace ostinatamente in fondo al suo stomaco e non ne vuole sapere di andare avanti anche se qualche movimento lo fa e i compagni e la prof se ne sono accorti subito (come mai tutte le finestre sono aperte anche se fuori fa molto freddo?)
Si pone però adesso un problema: come si fa ora a farlo arrivare all'automezzo, visto che il braccio della gru del carro attrezzi non arriva sino al primo piano? Semplice lo si fa rotolare sino a piano terra dalle scale protetto dalle sue numerose ruote di scorta naturali.
Davanti scuola la mammina lo carica col suo amorevole braccio meccanico sul mezzo per avviarsi verso casa. Davanti l'ingresso di casa però dovrà stare molto attenta. L'ultima volta, siccome il povero Manuel era vestito di grigio e lei lo aveva lasciato solo per provvedere al posteggio del mezzo, lo aveva ritrovato urlante e piangente preso sottobraccio (uno a destra e l'altro a sinistra) da spazzini dell'Amia che visto le sue dimensioni lo avevano scambiato per una cassonetto. I due inoltre erano molto incazzati:
"Minchia tutti i cassonetti senza ruote a nuatri ni capitano?"

venerdì 20 novembre 2009

Siamo a corto di cervelli

Leggo questa notizia su http://www.libero.it/

Il sangue e il cervello del Duce all

"Il sangue e il cervello del Duce all'asta. Ma eBay rimuove tutto

Dopo la denuncia di Alessandra Mussolini, eBay ha rimosso la inserzione nella quale venivano messe in vendita parti del corpo forse trafugate."

Mi chiedo: oggi c'è ancora qualcuno interessato al cervello del duce? Sembrerebbe di si.
Azzardo alcune possibili ipotesi:
1. A causa della fuga di cervelli all'estero, qualcuno si è ridotto a comprare i resti di quello del duce; ripetto a quelli in circolazione......
2. Il nostro Premier vuole fare un confronto tra i due cervelli per vedere se c'è qualche affinità
3. Qualcuno del PDL (o del PD visto che gli sta portando via gli elettori!!!) vorrebbe innestare parti del cervello del Duce in quello del presidente della Camera dei Deputati e fargli pure una trasfusione, per farlo ritornare sulla retta via.
4. E' stato Gasparri! Considerando quello che ha attualmente in dotazione.....!!
Si potrebbero avere altre soluzioni per risolvere l'enigma. Cosa ne pensate?

martedì 17 novembre 2009

Tribute to Neil Young

Siccome sono cresciuto anche a pane e Neil Young mi sembra giusto proporvi un piccolo tributo al vecchio Neil che ha oggi sul groppone la bellezza di 10 primavere più di me.
Certo la prima registrazione non è delle migliori ma è tratta da una delle sue ultime performance live, a Rotterdam nel giugno 2009
La seconda è più vecchia ma ha una migliore qualità audio e video.
Buon divertimento e godetevi la musica con gli occhi altrove!

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domenica 15 novembre 2009

Il processo corto, anzi cortissimo

Si discute tanto in questi giorni dei tempi della giustizia, che sarebbero troppo lunghi.
Sette, otto o più anni per avere uno straccio di sentenza sono troppi, veramente troppi!
Eppure, nel mio piccolo, anch'io penso di poter contribuire alla soluzione del problema anzi sono certo di aver trovato un modo quasi scientifico per concludere positivamente e rapidamente un processo attribuendo all'imputato la giusta colpa o viceversa assolvendolo definitivamente in caso di innocenza.
Il giudice dovrebbe limitarsi a chiedere all'imputato: "Mi faccia ascoltare la suoneria del suo telefonino!". A mio parare questo è un metodo infallibile. Personalmente riuscirei a dare persino l'ergastolo in modo semplice e veloce, senza l'ausilio di complicate indagini e senza fare ricorso al R.I.S. o alla scientifica. Il semplice ascolto delle diverse suonerie sarebbe un indizio certo della colpevolezza o meno dell'imputato.
"Lei, mia cara signora meriterebbe, per la sua suoneria, una cinquantina di frustate da somministrare in Piazza Politeama la prima domenica del mese di Giugno"; pensate che libidine! Quanta gente alla gogna a causa di quei trilli sparati all'impazzata ovunque anche in mezzo a pubbliche assemblee o peggio ancora a teatro.
Non parliamo poi se la persona in oggetto è una donna over sessanta che riceve in pubblico una chiamata. In primo luogo la difficoltà è quella di ritrovare celermente l'oggetto che, 999 volte su 1000, è allocato nell'angolo più recondito della borsa, esattamente all'opposto di dove la suddetta sta attualmente ravanando alla sua forsennata ricerca, anche quando tale borsa è una piccola pochette di 15 cm x 10. E anche ammesso che la signora riesca a impossessarsi dell'attrezzo trillante, che fa? Lo spegne? Ma non le passa neppure per l'anticamera della cervice. Avvicina lo schermo al viso per vedere chi chiama, ma essendo attempata non vede una mazza per cui lo allontana e lo avvicina a mò di danza per almeno una mezza dozzina di volte, anche se continua a non vedere una mazza, mentre tutti i presenti si godono, sparata al massimo del volume, "La Paranza" di Danieli Silvestri che la nipotina di 8 anni le ha messo come suoneria, infliggento così a tutti una tortura non richiesta. Ma nonostante tutto la signora in oggetto non demorde affatto e accetta la telefonata anche se non sa chi è e siccome è anche un pò sorda incomincia a urlare "Pronto, chi sei? Come? No, non posso parlare! Sono a teatro! Si l'Amleto, il monologo sì lo sta recitando proprio ora. No, veramente l'attore non mi pare tutto questo gran chè".
Ebbene che pena attribuireste alla suddetta? Perlomeno 5 anni di arresti domiciliari senza condizionale e senza uso del cellulare con obbligo di firma in commissariato in concomitanza con tutti gli spettacoli teatrali prodotti nella sua città!
Non ci possono essere dubbi; le suonerie forniscono indizi inconfutabili su quello che siamo, sulla nostra cultura e sul nostro modo di essere per cui possono offrire un valido sostegno al lavoro del giudice.
Se, ad esempio, la mia collega I.L.P. dovesse per caso essere coinvolta in qualche processo, sarebbe subito scagionata. Anzi, il giudice, nell'ascoltare la sua suoneria così si esprimerebbe:
"Lei è scagionata da qualsiasi accusa passata, presente e futura, e d'ora in poi godrà di un'immunità perenne che Berlusconi si sognerebbe la notte di possedere. Sentita la sua suoneria sentenzio che è assolutamente impossibile che lei possa mai delinquere. E la mia convinzione è ancor più sostenuta da alcuni altri indizi secondari che confermano e rafforzano la mia decisione, non ultime le babucce orientali che lei attualmente indossa!!"

venerdì 13 novembre 2009

Guida sicura 2

Mio padre mi diceva sempre: "Diffida di chi guida col cappello".
A pensarci bene che motivo c'è di guidare indossando un cappello? Nessuna. Quindi chi lo indossa ha una sua peculiarità che merita un piccolo approfondimento.
Se si tratta di persona adulta, perchè mai dovrebbe indossare un cappello in auto? Artrosi cervicale? Auto con eccesso di ventiulazione interna? Mah, sono perplesso. Probabilmente si tratta invece di quel caratteristico personaggio di oltre 65 anni , di piccola statura, pensionato, che esce in auto solo per scassare le balle agli altri in quanto procede regolarmente a 25 massimo 30 Km ora anche in presenza di autostrade sgombre di auto. Guida l'auto soprattutto dalle 10 alle 12 oppure dalle 17 alle 19 per recarsi a prendere la pensione o per fare la spesa, solitamente accompagnato da una donna, tarchiata, più larga che bassa, con capelli cotonati color biondo piscio, che, seduta accanto, non fa altro che cazziarlo di brutta, dandogli inoltre ogni tipo di indicazione, alcune delle quali, assolutamente contraddittorie e repentine del tipo: "Gira a destra, no a sinistra cretino, ti ho detto a sinistra" e lui "ma prima avevi detto a destra", "Come sempre non capisci quello che ti dico".
Naturalmente in presenza di personaggi di tal sorta è opportuno girare ben alla larga anche perchè, in caso di incidente lieve, dovreste vedervela anche con la megera la quale sicuramente vi attribuirà tutte le colpe e vi aggredirà verbalmente : "Che fa non ci ha visto? Non ha capito che volevamo girare a sinistra? Ma che centra la freccia a destra! Quella era prima! Lei è rimasto indietro! Ma perchè non si alza? Ma che fa, non parla! Amunì si susissi senza fare lo spiritoso! Totuccio chistu vuoli babbiari! Fai qualcosa, cretino! Fallo susiri!". "Guarda che è morto!". "Si vabbè! Siti tutti i stissi vuatri masculi, vi mancano le palle!"

giovedì 12 novembre 2009

Guida sicura 1

Come tutti sapete il mio abituale mezzo di trasporto, da alcuni anni a questa parte, è uno scooter. L'ultimo in mio possesso è uno Scarabeo 250 dell'Aprilia che utilizzo regolarmente per recarmi al lavoro ma anche per trasporto di persone e/o cose, comprese derrate alimentari, merci deperibili e non, con carichi sospesi, sporgenti e altro.
Ho festeggiato il 40° anniversario di guida di mezzi di trasporto su due ruote e ogni giorno che esco di casa spero sempre di arricamparmi sano e salvo. Ho visto, durante la mia lunga carriera, numerose persone stese per terra a seguito di incidenti stradali e mi auguro sempre di non finire nel novero degli "atterrati al suolo a causa di urto di auto" perchè mentre voli (cosa che mi è già successo per fortuna non con gravi conseguenze ) non sai mai dove andrai ad atterrare.
In verità è lo scooter stesso che ti invita a correre dandoti quel senso di inarrestabilità tipico di chi pensa sempre di farla franca sgattaiolando impunemente all'interno del traffico cittadino, alla faccia degli automobilisti bloccati nel traffico! Sta di fatto però che quasi ogni giorno qualcuno di questi "invincibili eroi" si arricampa a casa dentro un cappottino di legno o seduto su due ruote spinte a mano (leggasi carrozzella) o, se va meglio, con qualche osso rotto (di solito una gamba).
Comunque non intendo qui appallarvi con la saga delle lamentele dello scooterista frustrato quanto piuttosto aiutare tutti i "colleghi" a portare a casa la carcassa integra, dando qualche piccolo suggerimento utile alla bisogna.
Il primo che mi viene in mente è: "Occhio ai conducenti di veicoli commerciali tipo Doblò, Berlingo o altro". Di solito sono di colore bianco, hanno vetri bruniti e sono condotti prevalentemente da operai specializzati o piccoli artigianati che sfrecciano nelle nostre strade in orario anti e postmeridiano.
Tali veicoli sono altamente pericolosi per una serie di motivi:
1. Essendo dotati di porte e non di portiere posteriori, fornite a loro volta di vetri bruniti non offrono all'ignaro scooterista alcuna informazione visiva sull'attività svolta dal conducente all'interno dell'abitacolo. Quest'ultimo potrebbe (come spesso fa) dedicarsi serenamente a tutta una serie di attività edificanti per lui ma altamente pericolose per gli altri, partendo dalla più banale (s'aggadda al telefono "cu du curnutu ru principali" mentre percorre via della Libertà a 87 Km orari) per arrivare alla più inattesa (prepara il sistema di superenalotto mentre si "sciarria" sempre al telefono ca mugghieri, fumando una sigaretta e scaccolandosi contemporaneamente).
2. Essendo i conducenti di tali veicoli dei sedicenti lavoratori, dipendenti o autonomi, ipoichè affermano di svolgere un'attività lavorativa, sono, per contratto di lavoro, perennemente, costantemente, assolutamente, ineluttabilmente, incazzati neri. E' giusto dire però che il siciliano intende il lavoro come la seconda disgrazia che gli può capitare nella vita (la prima è da camurrìa ra mugghieri, quella con la quale si sciarriava antura. Se, per caso, vi doveste ritrovare, a Palermo, in mezzo ad una manifestazione dei senza lavoro, dei precari o dei disoccupati, ebbene sappiate che quelli che protestano in verità non vogliono un lavoro; vogliono solo uno stipendio, non il lavoro ("'nzamaddìo avissi a carriri malatu"). Quindi dalla mattina alle nove (perchè prima di quell'ora non li si vede in giro ma collocati in qualche bar a fare colazione e/o a giocare qualche "bolletta") sino alle 18 di sera quando si arricampano, cari scooteristi girate alla larga da questi potenziali arrotatori perchè il loro morale è sempre basso anche perchè hasso sempre problemi di "piccioli".
3. Dovete sapere, infine, che i conducenti di tali veicoli, proprio per loro deformazione professionale, sono portati ad andare "all'accurzu", in poche parole non hanno mai tempo da perdere perchè, odiando lavorare, se la annacano per tutta la giornata e quindi sono perennemente in ritardo. Ciò li porta a fare delle manovre inaspettate e inconsulte soprattutto quando intravvedono qualche ingorgo. In questo caso qualsiasi manovra è lecita, dalla "semplice" inversione a U in pieno viale del Fante, al palese tentativo di speronamento per "spirugghiarsela" più rapidamente. E' anche vero che esiste anche l'altro tipo di conduttore quello cioè che se la "annaca" volontariamente perchè così lavora meno e che va alla ricerca spasmodica del più piccolo ingorgo per poter così perdere più tempo per poi telefonare sempre a "du curnutu ru principali" adducendo la scusa che "minchia ru traffico chi c'è". Quest'ultima tipologia di conducente è meno diffuso ma sempre pericoloso perchè rallenta o frena quando meno te lo aspetti quando trova una strada poco intasata o perchè ricorre ai più imprevedibili escamotage per arrivare sempre tardi.
Proprio stasera me ne è capitata una. Percorrevo viale della Liberta col mio Scartabeo; fermo davandi al semaforo di Viale Lazio un grosso camion aspettava di inserirsi in via Libertà in direzione della "Statua" ma la corsia preferenziale era occupata da una serie di autobus fermi a causa del guasto del primo della colonna. Il conducente del camion abbastanza "incazzato" si è attaccato al claxon nella speranza di inserirsi anche lui nella corsia essendo il suo semaforo verde. Quando la colonna ha cominciato a muoversi il semaforo dalla parte del camion è diventato rosso. Allora il camionista senza colpo ferire, malgrado le auto provenienti da via Libertà avessero il verde, ha cominciato a muoversi e, di fronte alle proteste ripetute degli automobilisti, visibilmente icazzato ha detto:
"Minchia, un puozzo stari tutta a nuttata cà pa facciazza vuostra!"